Se l’imprenditoria femminile rappresenta una risorsa anti crisi, ancora più forti sembrano rivelarsi le imprese artigiane guidate da donne. Lo afferma una ricerca promossa da Confartigianato Imprese Lombardia realizzata con il sostegno del Credito Cooperativo e del Corriere della Sera.

Le donne che scelgono la strada dell’imprenditoria femminile artigiana sono sempre più numerose, mostrando una forza e una creatività impareggiabile.

L’indagine, curata anche dai Sociologi e Ricercatori dell’Università Cattolica di Milano, illustra in modo dettagliato quali sono i punti di forza delle imprese rosa (in Italia oggi se ne contano oltre un milione e mezzo, delle quali 400mila appartengono al settore artigiano): si parla della capacità di relazionarsi con il pubblico, della spiccata predisposizione verso il coinvolgimento dei collaboratori e di una strategia cooperativa di fondo che, evidentemente, si rivela vincente per piazzarsi sul mercato.

Le imprese artigiane al femminile sono quindi più vitali e più resistenti contro la crisi, concetto sottolineato anche dal Presidente dei Federcasse Alessandro Azzi:

«Il tema dell’accesso femminile al lavoro non è più solo un argomento che riguarda le parità, ma più in generale, lo sviluppo del nostro Paese. Un’impresa vince, ha proseguito, quando è armonica al suo interno e attiva processi di inclusione; al tempo stesso quando è capace di interpretare i bisogni dei propri consumatori venendo incontro alle loro esigenze. In altre parole quando sa essere cooperativa come stile e approccio ai problemi.»

Uno dei temi più delicati riguarda, tuttavia, l’accesso al credito delle imprese rosa, spesso maggiormente in difficoltà rispetto alle aziende guidate dai colleghi uomini: è sempre Azzi a ribadire, tuttavia, come una buona fetta di finanziamenti alle piccole e medie imprese artigiane arrivi dalle BCC (Banche del Credito Cooperativo), e come questi prestiti rappresentino il 22,4% del credito erogato complessivamente a beneficio di questo settore.

Fonte: ASCA