Una tassazione ”da ripensare”, perché decisamente non ”equa”, sul cosiddetto “magazzino” delle imprese di costruzione, ovvero sugli immobili costruiti per la vendita, ma in realtà ancora in ”magazzino”, appunto, a causa della stasi che attualmente caratterizza il mercato dell’acquisto della casa, sia pure dall’impresa di costruzione a costi più accessibili.

In questo periodo, in realtà non c’è ancora molta chiarezza sulle regole e sulle tariffe relative all’applicazione dell’IMU, proprio quando invece è necessaria una maggiore attenzione all’imposta che da quest’anno arriva a sostituire l’ICI. Ad evitare aumenti eccessivi e non proprio ”equi”, soprattutto se rapportati alla grave crisi economica che attanaglia non solo le imprese ma anche le famiglie.

Malgrado la consapevolezza generale della necessità di un’applicazione equilibrata della nuova imposta comunale sugli immobili, o IMU che dir si voglia, sulle aree edificabili e sul cosiddetto ”magazzino” delle imprese di costruzione, ovvero su quegli immobili costruiti certamente per la vendita ma rimasti ancora invenduti per contingenti situazioni economiche di mercato, viene imposta una tassazione che l’Ance, l’Associazione Nazionale dei Costruttori, definisce ”incomprensibile ed onerosa”.

”Un’imposizione non solo iniqua, dichiara il Presidente di ANCE FVG Valerio Pontarolo, ma particolarmente gravosa in momenti di difficoltà economica, come quello attuale, nel quale il mercato non drena rapidamente l’offerta”. Si tratta, secondo Pontarolo, di una forma di tassazione, in vigore nei settori industriali, che colpisce “beni costruiti per la vendita”, anche se non sono sono stati ancora ”recepiti” dal mercato e sono in attesa di essere venduti o ”acquistati”, per essere più precisi. E in momenti in cui chi vorrebbe anche acquistare viene impedito dai mille paletti della difficile situazione finanziaria in atto.

Per il settore dell’auto, ad esempio, ad evitare una tassazione ingiusta sui veicoli in attesa di acquisto, il Legislatore ha escluso dall’applicazione della nuova tassazione sui mezzi di trasporto “di lusso”, introdotta nel “Decreto Salva Italia” (art.16 del D.L. 201/2011, convertito con modificazioni nella Legge 214/2011), “gli aeromobili immatricolati a nome dei costruttori e in attesa di vendita”.

Per il settore delle costruzioni invece, secondo Pontarolo, non si è preso nessun provvedimento, ma si è solo data ai Comuni la facoltà di ridurre l’aliquota IMU, fino allo 0,38%, dall’ordinario 0,76%, per i fabbricati costruiti e destinati dalle imprese costruttrici alla vendita, per un periodo massimo di tre anni dall’ultimazione dei lavori, permanendo comunque la condizione della vendita del fabbricato e la clausola della non locazione.

Una vera stangata per il settore delle costruzioni, già vessato da cinque anni da una gravissima crisi che potrebbe avere pesanti risvolti sull’occupazione anche nell’indotto.