Ho letto di marketing femminile e di una presunta parità dei sessi che più tristezza non potevano farmi. Termini abusati in un contesto decadente e deludente.

Non è per ipocrisia o finto buonismo che parlo così. Perchè non sono certo fra quelle che nascondono la testa sotto la sabbia. So che l’amore vero è difficile da coltivare; e so perfettamente che il tradimento è dietro l’angolo.

Non è la prima volta, non sarà l’ultima: l’argomento corna è, come dire, un evergreen. Ci possiamo ridere su, possiamo analizzarlo, farne statistiche, scrivere trattati di psicologia e sociologia. Eppure il tradimento rimane sempre e comunque profondamente, patologicamente, inspiegabilmente triste.

45% vs 55%: il tradimento femminile è in crescita e sta rapidamente raggiungendo quello maschile. Possiamo ormai quasi esserne certi dalle tracce virtuali che fedifraghi e degne “consorti” lasciano nell’etere grazie ai siti di incontri extraconiugali. Ed è proprio a questa crescita tutta rosa che tali realtà puntano.

Sta qui la novità: non solo nell’accettare, ma addirittura nell’incentivare il tradimento anche dal punto di vista della parte femminile della coppia. Cinicamente è un autentico passo in avanti per la parità dei diritti socialmente riconosciuti. Se non fosse che quello di tradire non dovrebbe essere un diritto.

Attenzione però: le coppie non devono esistere per forza. Se una storia non va, non va. Ma il problema sta a monte: quando una cosa non funziona, non la si dovrebbe portare avanti a tutti i costi. Fingere, mentire, prendere in giro non sono azioni così nobili.

Perchè invece la tendenza è quella di cercare il tradimento per forza? E’ una vigliaccheria diffusa o piuttosto un macabro gusto del proibito?? Ah no, certo, che sciocca: è colpa della crisi. Lasciarsi, spendere soldi, cambiare casa, sono tutte questioni costose e non auspicabili in questo momento storico-economico. Dunque meglio investire in un tradimento salva-coppia. Il fai-da-te fa sempre risparmiare…

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