La felicità sul lavoro è essenziale, ma spesso è una conquista difficile. Ci si sente svogliati, senza le giuste motivazioni che aiutano ad andare avanti, e da qui sorgono un’infinità di domande, spesso senza risposta. Prima di arrivare a un passo dal licenziamento, è bene fare un’autovalutazione del proprio impegno.

Per valutare il proprio livello di felicità sul lavoro, sia concettualmente sia fisicamente, bisogna fare per prima cosa un bilancio, creando una lista contenente gli aspetti positivi; subito dopo farne un’altra con gli aspetti negativi. Al termine di ciò si deve ponderare il tutto nella sua complessità, facendo attenzione ai contro, e al loro peso. A questo punto valutare se vale la pena di cambiare il percorso della propria carriera, oppure se gli ostacoli possono essere superati con un maggiore impegno.

Altro aspetto riguarda la difficoltà nel superare alcuni periodi difficili; nella vita lavorativa di ognuno di noi capitano momenti in cui si vuole lasciare tutto perché, a prima vista, i problemi sembrano insuperabili. Bisogna capire se è quello il motivo per il quale si è spinti a chiudere con il proprio impego e ragionare di conseguenza.

Il lavoro in genere è fatto di alti e bassi, perciò bisogna ricordarsi sempre che la calma è la virtù dei forti e fare un bilancio capendo se a livello generale ci si può ritenere soddisfatte. Ricordarsi anche di guardare al futuro con ottimismo e quando si attraversano quei momenti, e pensare a ciò che di buono il domani riserva. Altri aspetti da considerare per capire il perché dell’infelicità sono i punti di forza in relazione ai valori.

Entrambi sono essenziali e servono da stimolo per continuare, ma quando uno di essi è messo in serio pericolo è arrivato il momento di guardarsi in giro alla ricerca di un nuovo impiego. Capita sempre più di frequente che le preoccupazioni sul lavoro si riflettano sulla vita privata, e non è facile separare i due aspetti senza che vengano a contatto. Per questo motivo, è necessario valutare con estrema onestà se le situazioni lavorative influiscono sulle emozioni e sullo stato generale di salute.

Ulteriore aspetto da prendere in considerazione è l’attuale posizione lavorativa, analizzarla tenendo ben presente il punto dal quale si è partiti e pensando al punto in cui si vuole arrivare. Quest’ultimo aspetto è importante per capire se il lavoro che si svolge può permettere di raggiungere gli obiettivi, oppure se la massima posizione possibile della carriera è stata conseguita. Un particolare è fondamentale per capire il grado di infelicità, ovvero il rapporto instaurato con il capoufficio. Se egli non ripone fiducia in voi e fa di tutto per screditarvi, non rimane altro che alzare i tacchi e cercare un’altra sistemazione.

Da valutare in ultima analisi i fattori che sino a questo momento hanno dato la spinta a lavorare. Infine, ecco la resa dei conti: bisogna prendere una decisione, valutando ogni minimo aspetto, con serenità e franchezza senza influenze da parte di amici o parenti. La carriera futura trarrà sicuramente benefici da questa autovalutazione.

Fonte: Careerbuilder