L’inverno sta arrivando. E con esso anche l’influenza che, si stima, quest’anno costringerà a letto tra i 4 e i 6 milioni di italiani. Ma oltre alla tipica stagione influenzale, i cittadini del Bel Paese dovranno affrontare anche altri virus: quelli che causano le sindromi parainfluenzali spesso confuse con la normale influenza.

Infatti, la sintomatologia conseguente alla penetrazione di tali virus nel nostro organismo risulta essere simil influenzale, cioè difficile da distinguere da quella causata da una semplice influenza. La differenza? Quelli para-influenzali sono virus meno aggressivi, anche se i danni causati dipendono dallo stato immunitario del costretto a letto.

Nonostante di anno in anno siamo abituati a sentir parlare di virus sempre nuovi e diversi, i sintomi non cambiano. Febbre, con temperatura superiore ai 38.5°C, accompagnata da malessere generale e almeno un sintomo respiratorio – come tosse, scolo nasale o mal di gola – e da un sintomo sistemico – come dolori muscolari o alle articolazioni, stanchezza e mal di testa.

Le parainfluenze di solito interessano soprattutto i bambini in giovane età, e i virus in questione sono i responsabili del 35% di tutte le infezioni acute delle vie respiratorie nei neonati e nei bambini – ma colpiscono anche gli adulti. Se i sintomi sopraelencati non si presentano tutti contemporaneamente, allora è più probabile ci si trovi proprio ad avere a che fare con una sindrome parainfluenzale. Inoltre, i virus influenzale appartengono alla famiglia degli Ortomixovirus, mentre i virus parainfluenzali appartengono a una famiglia diversa, quella dei Paramixovirus.

L’influenza viene curata con dei semplici farmaci da banco, come antifebbrili e antipiretici, antinfiammatori, sciroppi contro la tosse e antistaminici. Certamente i rimedi e i consigli della nonna possono sempre tornare utili: quindi brodi caldi, vino cotto, latte e miele e tisane sono assolutamente approvati anche dai dottori.

È necessario, sia che si tratti di influenza sia che si tratti di parainfluenza, un periodo di convalescenza di circa una settimana, prima di tornare in perfetta forma fisica e alla vita di tutti i giorni. In entrambi i casi bisogna non sottovalutare i possibili capogiri, quindi attenzione alle abitudini quotidiane e agli sforzi anche minimi in casa.

Il consiglio è quello di vaccinarsi entro il mese di dicembre. Ma nel caso in cui ci si ammali prima, farsi coccolare dal partner può essere la soluzione. Infatti, anche se esistono pareri discordanti a riguardo, le coccole, salvo per il rischio di trasmettere l’infezione al partner, fanno bene poiché aumentano le endorfine, che riducono la sintomatologia e permettono il rilascio di proteine che aumentano la risposta immunitaria.