Paola Calvetti, 51 anni, milanese, scrittrice e Direttrice della Comunicazione del Touring Club Italiano, è una delle partecipanti alla rassegna letteraria “Donne… a libro aperto” del prossimo 12 dicembre a Padova. La rassegna affronta tematiche femminili tramite narrazioni e interventi di alcune scrittrici Italiane.

Tra questi, il significativo contributo della Calvetti inquadra il ruolo che la società “ritaglia” alla donna moderna, con richiami alla sua svalutazione nell’ambiente lavorativo, sociale e familiare. Ben lontana dal vittimismo, al contrario la Calvetti sprona le donne a rimboccarsi le maniche e a lottare.

Donne, lavoro e maschilismo: “Le donne lavorano di più, e vengono pagate di meno”. La visione della scrittrice sul maschilismo è disincantata e disillusa; convinta che la governance aziendale sia uomo che, con quello che lei definisce “maschilismo strisciante di ritorno”, porti le donne ad essere in svantaggio lavorativo ed economico.

Come se non bastasse, la governance lavorativa attuale mette le donne in condizione di rischiare se si decide di avere un figlio (di emarginazione al ritorno, poca tolleranza per le necessità di una neo mamma); inoltre

se hai 30/35 anni e non hai figli, al colloquio di assunzione rischi di avere tutti i requisiti tecnici, ma di sentirti dire frasi razziste del tipo “eh, ma se lei non ha figli, prima o poi…”, con aria sospettosa e persino carica di malizia

Donne e famiglia: “Ovvero, donne lavoratrici e mamme…”. La Calvetti denuncia l’Italia come Paese fortemente maschilista, che non ha interesse ad agevolare le proprie cittadine con strutture e servizi (poche scuole materne, nidi con il contagocce, orari rigidi); tra i tanti svantaggi, la scrittrice milanese sottolinea il paragone con gli altri Paesi, in cui gli orari di molte strutture (negozi in primis) sono 24/24 e ci sono idee flessibili e volte a migliorare la qualità della vita. Interessante come in Germania, ad esempio, esista il Kindergeld, una somma in denaro che genitori (o chi per loro) ricevono a supporto mensile dal Governo per accudire i bambini (la somma può crescere esponenzialmente in caso di 3+ figli).

Donne e… soluzioni: “Gentil sesso vs maschilismo strisciante di ritorno”. La Calvetti sostiene che le ragazze attuali non lottino abbastanza per acquisire i nuovi diritti di cui sono tenute a godere. Se in passato le donne si sono battute per ottenere ciò che gli spettava (diritto all’aborto, al divorzio) quelle attuali si siedono ancora sui sacrifici delle generazioni precedenti, rischiano di passare nell’indifferenza.

La scrittrice milanese sprona le donne ad essere più consapevoli, sfruttando la maggiore libertà che oggi hanno rispetto al passato, tenere duro, affermarsi con le proprie idee, non svalutando il proprio curriculum in campo lavorativo e, quando il momento lo richiede “bisogna rompere le scatole e difendersi”. E ricordate:

“Che se le donne che fanno lavori un tempo preclusi, li fanno perché sono in grado e basta”