Dal 19 ottobre arriva nei cinema italiani, distribuito da 20th Century Fox Italia, La battaglia dei sessi con Emma Stone, premio Oscar per “La la land“. A dirigere il film, in pellicola 35mm, Jonathan Dayton e Valerie Faris, registi a cui si deve il pluripremiato e pluriosannato “Little Miss Sunshine“, che hanno deciso stavolta di portare sul grande schermo la celebre partita di tennis, giocata nel 1973, dalla campionessa Billie Jean King e l’ex campione, ormai 50enne, Bobby Riggs (interpretato da Steve Carrell), uno degli eventi sportivi più attesi di tutti i tempi, con un seguito di 90 milioni di spettatori in tutto il mondo: un incontro giocato dalla atleta per conquistare la possibilità per le donne di essere pagate quanto gli uomini.

Steve Carrelle ed Emma Stone sono stati da subito la nostra scelta ed è stata una fortuna abbiano entrambi accettato di partecipare al nostro film“, ha raccontato Jonathan Dayton ai giornalisti in conferenza stampa.

I due registi, coppia anche nella vita, hanno spiegato come a fare da consulente per le riprese e per le scenografie, non c’è stata solo la vera Billie Jean King, ma anche l’allora coach di Bobby Riggs. “Abbiamo anche studiato a lungo la partita originale – ha spiegato Valerie Faris -. Abbiamo deciso di rendere il match finale esattamente come lo abbiamo visto in tv, restando sulla ripresa grandangolare per mostrare l’interazione dei giocatori con il movimento della pallina, senza perdere di vista la spettacolarità di questo evento“.

Scopriamo insieme trama, recensione e costumi del film La battaglia dei sessi con Emma Stone.

La battaglia dei sessi con Emma Stone: trama

In un periodo caratterizzato dalla rivoluzione sessuale e dalla nascita del movimento per i diritti delle donne, la campionessa di tennis Billie Jean King e  l’ex campione e scommettitore seriale Bobby Riggs si sfidano in quella che rimase nella storia come la battaglia dei sessi. I due rivali, fuori dal campo, erano impegnati a combattere sfide  personali  ben più complesse. King, donna estremamente riservata, non ambiva solo a ottenere l’uguaglianza fra i sessi, ma anche a comprendere la propria identità sessuale nell’ambito della sua amicizia con Marilyn Barnett. Riggs, invece, che incarna una delle prime grandi celebrità mediatiche auto prodotte, lottava segretamente contro il vizio del gioco d’azzardo, di cui la sua famiglia e sua moglie Priscilla avevano fatto le spese. Insieme, Billie e Bobby offrirono uno spettacolo culturale che diede vita ovunque a grandi dibattiti, lasciando un segno permanente.

Galleria di immagini: La battaglia dei sessi con Emma Stone, foto

La battaglia dei sessi con Emma Stone: recensione

Emma Stone si cala con facilità nei panni della campionessa di tennis che mentre lotta per i diritti delle donne va scoprendo la sua sessualità: occhiali e niente trucco, presta il suo viso delicato, reso ormai celeberrimo da pellicole in cui si è impegnata in ruoli completamente diversi, ad un personaggio forte e sfaccettato.

Accanto a lei, altrettanto credibile, la prova di Steve Carrell, un “maiale maschilista” ironico e depresso insieme, geniale e cialtrone, innamorato della moglie ma, ancor di più, delle scommesse.

L’accuratezza della ricostruzione storica e i temi quanto mai attuali, malgrado i 44 anni trascorsi, dell’eguaglianza dei sessi e della difficoltà di fare coming out, rendono il film godibile anche per i non amanti del tennis.

La battaglia dei sessi con Emma Stone: costumi

I costumi sono opera di Mary Zophres , che ha già lavorato con Emma Stone in “La la land“, per cui ha ottenuto una candidatura agli Oscar (la prima, del 2011, per “Il Grinta“).

Sul campo da tennis, la costumista si è ispirata alle creazioni di Ted Tinling che all’epoca dominava il mondo del tennis all’epoca. “Tinling aveva un’immaginazione molto fervida. Quando partecipò al torneo femminile, lanciò l’idea di un abbigliamento sportivo non tradizionale. La novità sostanziale riguardava il colore, il taglio e il design appariscente. Ricreare i suoi capi di vestiario è stato molto divertente, non avevo mai fatto nulla del genere prima d’ora”, ha raccontato.

Il vestito di King per la “Battaglia”, che è diventato un’icona, era verde chiaro con un motivo azzurro sul petto nonché strass e lustrini. Forse il complimento maggiore nei confronti di Zophres le è stato fatto da King quando è arrivata sul set per assistere alla prova costume della protagonista. “Quando Billie Jean lo ha visto, ha esclamato, ‘dove sei riuscita a trovare quel vestito?’ Questo mi ha riempito di gioia perché vuol dire che era fatto così bene da scambiarlo per l’originale”, ha confessato la Zophres.

Un’altra sfida è stata quella di riuscire a trovare la caratteristiche scarpe di King, un paio di Adidas blu, che si abbinavano alla fascetta che aveva al polso, che la tennista aveva espressamente voluto, a dispetto dell’opinione di tutti.

Adidas non fabbrica più scarpe simili e non si trovano più modelli vintage, quindi Zophres ha presentato una richiesta speciale: “Pensavo che avremmo sorpreso l’Adidas. Ma sono stati molto gentili e alla fine hanno trovato il modello originale di quelle scarpe e le hanno realizzate apposta per Emma, in blu con tre strisce bianche e le iniziali di Billie Jean. Tutti i nostri tennisti andavano pazzi per queste scarpe!”.