Giuseppe Tornatore torna sul grande schermo con La Migliore Offerta, pellicola drammatica scritta dal premio Oscar 1988 come miglior film straniero con Nuovo Cinema Paradiso. A 7 anni da La Sconosciuta, Tornatore è tornato a girare a Trieste, dopo l’ultima incursione siciliana per Baarìa, David di Donatello 2010 per Ennio Morricone che, per l’occasione, torna a curare le musiche dell’ultima fatica del regista siciliano.

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Galleria di immagini: La Migliore Offerta

Per La Migliore Offerta, Tornatore ha scelto come protagonista l’australiano Geoffrey Rush, attore e produttore pluripremiato con ben tre nomination e un Oscar come miglior interpretazione per Shine di Scott Hicks. Al suo fianco, ci sono l’olandese Sylvia Hoeks, Jim Sturgess e Donald Sutherland, il quale torna a lavorare in Italia dopo Piazza delle Cinque Lune di Renzo Martinelli, datato 2003.

Virgil (Rush), uomo di mezza età, schivo e di grande cultura, è un battitore d’aste ed esperto d’arte apprezzato in tutto il mondo. La sua passione, fusa al suo lavoro, lo porta a entrare in contatto con Claire (Hoeks), interessata alla dismissione delle opere ospitate all’interno di un’antica villa. Sarà l’incontro con l’affascinante e misteriosa giovane a cambiare radicalmente la sua esistenza.

Con La Migliore Offerta, Tornatore si riaffaccia sul tema del mistero, giocando con il tema degli spazi che, chiusi e aperti, si rincorrono in un continuo simbolismo che non passa di certo inosservato ai seguaci del regista siciliano. A dare vita al suo protagonista, Peppuccio compie la scelta migliore dell’intera pellicola: Geoffrey Rush riesce a incarnare alla perfezione il ruolo del raffinato esemplare in stile vecchia Europa, un mix di nevrosi ed eleganza, facendo da contraltare alla modernità alla sua coprotagonista femminile, la Hoeks che, per oltre metà film, rimane celata dietro le pareti finemente dipinte della sua villa-prigione.

L’alone di mistero, abilmente distribuito nella totalità della pellicola, soffre a tratti a causa dell’eccessivo dilungamento di scene e situazioni: un taglio netto avrebbe sicuramente giovato all’insieme, senza nulla togliere all’intreccio musicato dal maestro Ennio Morricone che, come di consueto, confeziona una colonna sonora imponente, responsabile a tratti di rubare la scena alle immagini che scorrono sul grande schermo in un rincorrersi di ansia e meccanismi mentali e non solo.

Tra ricerca del bello, sottile ricerca tra il vero e il falso e un pizzico di prevedibilità che esplode in un finale che non riesce a essere all’altezza dell’intero svolgimento, racchiudendo in pochi minuti una manciata d’immagini che lasciano in bocca il gusto del dubbio, La Migliore Offerta accosta all’arte il concetto d’amore in un rincorrersi di parallelismi e scoperte, come quella di Oldman davanti alla scoperta della sua prima vera donna: un’opera d’arte da analizzare e da scoprire, realtà o falso d’autore?