Vendetta amorosa: la più funesta è su Facebook. Non c’è tregua per il fidanzato traditore, la compagna ipercritica e persino per la suocera invadente: la fine della relazione si gioca a colpi di tag, tanto imbarazzanti da dover chiamare la Polizia Postale.

È il nuovo trend rilevato da Io Donna, in un articolo in edicola sabato a firma di Candida Morvillo: la vendetta di cuore non utilizza più metodi classici, come gli abiti lanciati dal balcone, le ruote dell’automobile sgonfiate di proposito o gli appostamenti a casa dell’amante. Facebook è diventato il nuovo luogo per sbugiardare un compagno non più gradito, dove postare immagini pruriginose del rapporto e rendere noti al pubblico le vergogne, spesso in senso decisamente letterale, di quell’uomo che ha distrutto il proprio fegato.

C’è chi decide di svelare lo strabismo nascosto della fidanzata, pubblicando una foto senza frangetta tattica e ricevendo una condanna dal tribunale di Monza, chi decide di divulgare le pratiche erotiche omosessuali del compagno e chi, ancora, condivide sui siti di filesharing l’ultimo amplesso consumato, facendo diventare l’ex dolce metà una diva improvvisata della pornografia.

Un fenomeno che coinvolge tanto la gente comune quanto le celebrity: da Elisabetta Canalis, allontanatasi da Twitter per un misunderstanding con Jennifer Aniston, all’ex moglie di Italo Bocchino, che definisce il passato sposo come “affetto da cretinismo da separazione”. E chi non ricorda, infine, i video hard di Paris Hilton, Kim Kardashian e, in tempi recentissimi, di Belen Rodriguez? Filmati davvero dibattuti e diventati virali in pochissimi secondi, tanto da scomodare il vero re indiscusso a luci rosse, Rocco Siffredi, il quale ha contestato l’uso del chewing-gum da parte dell’argentina durante le sua prova pubblica di sesso orale.

Questa modalità d’azione da parte del partner ferito, però, rischia di avere strascichi ben più pesanti di una semplice risata sui social network. I tribunali italiani si stanno sempre di più occupando di stalking online, un vero e proprio reato che comporta sia pene pecuniarie che detentive. I meno coraggiosi, tuttavia, possono sempre abbandonare la virtualità e dedicarsi ai ben più caldi salotti della TV: basti pensare al “j’accuse” pubblico di Romina Power contro Al Bano, fresco di messa in onda.