In graduatoria per un posto di lavoro stagionale all’APT della Regione Abruzzo, si aspettava di essere assunta, come da dieci anni a questa parte, tramite la sua agenzia interinale. Ma quando si scopre che è incinta, niente più contratto. È successo tra Silvi Marina, luogo del lavoro, e Pescara, sede dell’interinale, e il caso della donna è salito fino alle poltrone dell’assessorato regionale al Turismo. Un caso di discriminazione sul lavoro verso le donne incinta?

Secondo il vicecapogruppo regionale dell’IdV, Cesare D’Alessandro, e la Fp Cgil di Teramo, assolutamente sì. La notizia che la donna era incinta di cinque mesi ha convinto l’agenzia Gi-Group di Pescara, vincitrice dell’appalto per la fornitura di lavoratori interinali all’Azienda di Promozione Turistica Regionale (Aptr), a strappare il contratto.

La donna era abituata da tempo a essere chiamata per questo lavoro, e non credeva che la gravidanza fosse un ostacolo per il tipo di impiego, estivo e non faticoso fisicamente, che veniva richiesto. Così quando ha detto del suo stato, evidentemente non credeva che l’agenzia non la pensasse così: ora quest’ultima rischia però di essere accusata di comportamento discriminatorio e di essere esclusa dal bando regionale se nell’ente scoppierà un caso politico.

Il parere dei sindacati non potrebbe essere più chiaro:

«La Fp Cgil di Teramo ritiene intollerabile il gravissimo atto discriminatorio perpetrato nei confronti della signora, e chiede, pertanto, che sia assunta immediatamente per la violazione delle norme, che vengano presentate formali scuse, che venga restituita la dignità alla lavoratrice e che l’agenzia abolisca dalla sua politica aziendale la vergognosa pratica della non assunzione delle donne in maternità.»