Ero convinta che Lombroso fosse morto; e con lui anche le sue malsane, per quanto macabre e dunque affascinanti, idee. Ma il mio errore è evidente, se esiste ancora qualcuno in grado di redigere una “mappa delle donne più sexy del mondo“, con tanto di colori e legenda, proprio come sui libri di storia e di economia. Peccato che in questo caso però si parli di una materia non proprio nobile: il qualunquismo.

E’ consolante (ma poi nemmeno troppo) che tale mappa non sia frutto di studi o ricerche di tipo “scientifico” o statistico, ma il parto di un esiguo pugno di menti maschili; menti che tuttavia si preoccupano di sottolineare come la bellezza sia un concetto soggettivo. Come smentirsi meglio di così?!?

Le prove della veridicità di tale suddivisione geografica? Alcune foto di donne di varie nazionalità, elette a campione di stati interi. Aree geografiche che io non nominerò VOLUTAMENTE, ma che vengono identificate nella suddetta mappa secondo la bellezza o la bruttezza delle loro donne.

E’ vero, nessuno di noi è immune al luogo comune, specie quando si parla di estetica; difetti fisici ipotetici o reali sono costantemente sulla bocca di tutti. Ma cercare di trasformarli in qualcosa di oggettivo e uguale per tutti, mi pare francamente inopportuno.

E che dire della presunta coincidenza tra bellezza e sensualità? Due concetti che possono coesistere, ma anche no. La sensualità non può essere ingabbiata in canoni precostituiti, ma d’altra parte, a mio modo di vedere, nemmeno la bellezza può subire lo stesso trattamento.

Per non parlare dell’odiosa tendenza tutta maschile alla classificazione di bocce e glutei come se si trattasse di conserve in barattolo sugli scaffali del supermercato.

I commenti si sprecherebbero. E per evitare di diventare noiosa e ripetitiva, mi limiterò a un molto significativo “no comment“.

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