Torna all’attacco la Lega sulla questione ministeri al nord. L’affondo è pesante, di quelli che non tarderanno a scatenare dure polemiche all’interno dello stesso fronte della maggioranza. Roberto Calderoli non sembra ammettere repliche, i ministeri che fanno capo a lui, a Umberto Bossi e Giulio Tremonti apriranno a Monza entro pochi giorni.

Galleria di immagini: Gianni Alemanno e Renata Polverini

La “promessa” è stata resa pubblica dal ministro per la Semplificazione Normativa durante una festa leghista nel varesotto, quando al fianco del leader del carroccio ha espresso in maniera netta il suo disinteresse per l’opposizione “romana” al provvedimento:

“Il 23 luglio, alle ore 11:30, aprono i ministeri, il mio, quello di Bossi e quello di Tremonti, a Monza. Alla faccia di chi non li voleva, e non c’è Roma che tenga”.

Parole dure, che sembrano rimettere in discussione la tregua sancita appena poche settimane fa con il sindaco di Roma Gianni Alemanno e la presidente della regione Lazio Renata Polverini. Non solo, nel discorso di Calderoli anche un ipotesi di taglio alle pensioni più alte, che assicura presenterà nella giornata di oggi al direttivo leghista:

“Fare come i contributi di solidarietà per gli stipendi sopra i 90 e 120 mila euro, deve avvenire lo stesso per le pensioni della stessa entità, con un taglio del 5-10%”.

La replica di Gianni Alemanno non si è fatta attendere. Il primo cittadino romano liquida così il nuovo tentativo leghista di portare al nord i ministeri:

“Vedo che, nonostante quello che è stato detto con chiarezza dal Parlamento, continuano queste boutade che sono destituite di fondamento. Il Parlamento si è espresso e per noi la questione è chiusa. Al di là di queste dichiarazioni fastidiose, non c’è nessuna possibilità di aprire ministeri al nord. Poi se qualche ministro vuole andare in vacanza al nord può sempre farlo”.