È con la sfilata della collezione Louis Vuitton primavera estate 2018 che si conclude a tutti gli effetti  la Paris Fashion Week di quest’anno. Dopo Chanel e Miu Miu è la volta di Nicolas Ghesquière e delle sue proposte di prêt-à-porter. Lo stilista torna di nuovo al Museo del Louvre, dove ha presentato anche la collezione Louis Vuitton autunno inverno 2017-2018, ma sceglie stavolta la cripta della sfinge, nell’Ala Sully (la Sully Wing).

In questi giorni Louis Vuitton, marchio di punta del gruppo LVMH di proprietà di Bernard Arnault, ha inaugurato una nuova monumentale boutique-atelier ripartita su due palazzi storici della capitale di Francia – gli Hotels Baudet de Morlet e Heuzè de Vologer – situati all’angolo tra Place Vendome e rue Saint Honoré. Il forte legame con l’arte contemporanea del marchio è ben rappresentato da una selezione di 33 opere, alcune appositamente commissionate per il nuovo negozio.

L’indirizzo ha anche una connotazione storica. A pochi passi, infatti, sulla rue Neuve des Capucines, il marchio ha aperto oltre un secolo fa, nel 1854, il suo primo negozio e per celebrare l’inaugurazione del nuovo flagship store, Louis Vuitton ha lanciato una special edition della borsa Capucines, in pelle di coccodrillo metallizzata con chiusura a “V” in due tonalità, e tre parure di gioielli appositamente realizzate per l’occasione.

La storia,  d’altronde, con il trascorrere delle epoche e il passare da una moda all’altra, è un fil rouge importante in questa collezione Louis Vuitton primavera estate 2018, tra le più riuscite di Ghesquière: la commistione di stili e di materiali a cui lo stilista ha abituato le sue clienti raggiunge in questa sfilata la più completa maturità.

Galleria di immagini: Louis Vuitton primavera estate 2018, foto

Cala così la sua giovane donna in pieno Settecento: la giacca, sempre lunga oltre il ginocchio, cade morbida e si indossa aperta per mostrare la pancia; spalle strette, la silhouette si allarga progressivamente verso pancia e fianchi. Un tripudio di broccato, con ricami floreali, inserti d’argento o stampe dorate, stemperate ora da short in seta color pastello ora da jeans bianchi o pantaloni a sigaretta nera.

Agli abiti a clessidra, ora in pvc nera ora in argento con maglia a righe, ora in bianco con coprispalla si alternano minidress con stripes colorate e long dress di seta con stampe floreali. Diverse le camicie di seta a fiori con maniche a sbuffo e gilet barocchi, in una continua mescolanza di immagini e ispirazioni, fino agli abiti finali in seta bianca o nera con inserti argentati e paillettes.

Ai piedi rigorosamente sneakers, bianche, nere, argentate: affatto cheap, ma sempre comodissime. Strepitose le borse – poteva essere altrimenti da Louis Vuitton? – che vanno da una rivisitazione in chiave minimal della Speedy a nuove declinazioni di Twist, fino a una Neverfull con motivo Monogram extralarge e alle mini handbag in materiali pregiati.

Inutile sottolineare che le celebrities che contano erano tutte le front row, da Cate Blanchett Michelle Williams, da Jennifer Connely Jaden Smith, e poi Alicia Vikander, Paul Bettany, Natalia Vodianova, Julianne Moore, Laura Harrier e Lea Seydoux.

In un sottile – ma tutt’altro che precario – equilibrio tra passato e futuro, Nicolas Ghesquière sembra aver trovato la cifra stilistica d’eccellenza con cui rivisitare gli stilemi Louis Vuitton, rispettando la storia e forte di essa affrontare le strade cittadine, i cocktail, i red carpet di oggi.