Adolescenti in sovrappeso? È colpa delle mamme. La percentuale vistosamente in crescita di minori con qualche chilo di troppo sarebbe collegata, stando a uno studio dell’Accademia Americana di Pediatria, a un rapporto difficile con la madre.

Cibo spazzatura e vita sedentaria contano, ovviamente, ma a scatenare l’obesità in giovane età è un male più profondo e antico che va a toccare il vissuto infantile. Nel loro studio su oltre mille bambini, i ricercatori dell’università dell’Ohio hanno rilevato che un cattivo rapporto con la mamma nei primi 36 mesi di vita corrisponde a un rischio più che doppio di diventare obesi a 15 anni d’età.

Sarebbe quindi uno scarso rapporto affettivo con la madre la causa originaria di un cattivo rapporto con il proprio corpo e con il cibo. Nulla di originale sotto il sole della psicologia, diciamolo, ma certamente questo studio ha il merito di aver chiarito questo rapporto anche dal punto di vista statistico, dando delle proporzioni: a un certo grado di rapporto madre-figlio (che soltanto uno psicologo più misurare coi suoi strumenti di indagine), corrisponde un fattore di rischio. Il senso di insicurezza trasmesso da una madre anaffettiva, distante, impreparata, può trasformarsi in chili di troppo a distanza di così tanti anni che magari nessuno in famiglia può averne memoria.

Il meccanismo per cui questo nodo mai sciolto si traduce in problemi di peso riguarda i comportamenti che in età infantile sono comunque controllati (fame, sonno), mentre all’approssimarsi dell’età adulta si comincia a fare da soli e lì si evidenzia il problema: l’adolescente in realtà non ha mai imparato a controllare il proprio stress e quindi neppure gli stimoli basilari, a partire dalla fame.

Tutto sommato, quella campagna pubblicitaria shock che colpevolizzava i genitori ci aveva visto giusto.

Fonte: Pediatrics