Maria Grazia veste tutte“: è così che si potrebbe riassumere il lavoro di Maria Grazia Chiuri per la collezione Dior primavera estate 2018, sfilata che ha aperto – a tutti gli effetti – la Paris Fashion Week. Il mondo della moda ha la sua nuova eroina femminista, questo è ormai certo. Archiviate le passerelle della Milano Moda Donna, con le sue sfilate e i suoi eventi, il fashion system si è dato appuntamento all’ombra della Tour Eiffel.

Nel giardino del Museo Rodin, a Parigi, è stata allestita una gigantesca struttura ispirata alle sculture di Niki de Saint Phalle, l’artista francese scomparsa 15 anni fa, da sempre sensibile al femminismo. A lei si devono le Nanas, sculture femminili dai colori vivaci e dalle forme generose disseminate in diverse città nel mondo (nonché il bellissimo Giardino dei Tarocchi a Capalbio): se fuori c’è una grande citazione tratta dalla scultrice (“Se la vita è un gioco di carte. Siamo nati senza conoscere le regole. Eppure dobbiamo giocare la nostra mano. Nel corso degli anni la gente ha amato giocare con i tarocchi. Poeti filosofi alchimisti artisti si sono dedicati alla scoperta del loro significato“), al suo interno, centinaia di piccole tessere argentate compongono mosaici inattesi su pareti e passerella.

È qui che la Chiuri ha fatto sfilare i suoi look versatili, femminili, estremamente sensuali. Capi, quelli della prêt-àporter Dior primavera estate 2018, che vestono monelle urban chic, attiviste in prima linea per il girl power, impeccabili dirigenti d’azienda, starlette a caccia di notorietà sui red carpet e influencer famose, educande e invitate a grand soirée. La stilista ha pensato a tutte, anche a chi non si potrà permettere di acquistare una maglia firmata Dior, perché la semplicità di molte creazioni si presta a trovare una copia tarocca (ça va sans dire…) a prezzi popolari, pur nella infinitamente più bassa qualità.

Perché non ci sono state grandi artiste donne?“, si chiedeva nel 1971 in un pionieristico articolo Linda Nochlin, sollevando la questione del sessismo culturale e imponendosi come il testo fondatore della critica femminista alla storia dell’arte. Maria Grazia Chiuri lo chiede ai suoi ospiti già sull’invito alla sfilata. E sembra rispondere che con il giusto paio di scarpe, rigorosamente con tacco largo e di 5 centimetri (o giù di lì), qualsiasi donna può arrivare ovunque voglia.

Galleria di immagini: Dior Primavera Estate 2018, foto

Il viaggio nelle inesauribili possibilità dell’eterno femminino? Ha inizio con una parigina doc, in jeans chiaro e maglietta a righe, berretto con visiera e ballerine a punta; poi giacche doppiopetto, giacconi oversize, tailleur pantaloni, ora in denim ora in blu scuro, giacche di pelle multicolor da indossare con gonne in tulle trasparenti; gli ormai classici abiti Dior con corpetto sono indossati con camicette a righe o trovano nuova vita nelle tinte più vivaci o con ricami che rendono ulteriore omaggio alle immagini create da Niki de Saint Phalle, dai dinosauri alle bocche, dai cuori ai leoni. I tutù, che sulle passerelle milanesi di Fausto Puglisi e di Moschino erano ora provocatori ora ingombranti, qui sono soltanto accennati. Ai fiori stampati vengono preferiti quelli applicati in preziose lavorazioni tridimensionali, per lasciare poi spazio a un tripudio di pattern animalier e pois, entrambi profondamente amati da Monsieur Dior.

La sera hanno invece il sopravvento abiti in lamé o tempestati di paillettes. Splendide le ultime sei proposte in colori diversi (malva, borgogna, blu, marrone e giallo), tutte trasparenze e luccichi, dove l’eleganza si gioca tutta sull’armonia dei colori.

In testa, il basco in pelle dell’inverno viene sostituito da berretti con visiera e modelli in feltro o in denim, di quando in quando impreziositi dalla veletta (accessorio tornato alla ribalta dopo la sfilata Chanel Haute Couture Primavera 2015).

I colori del patrimonio della maison, dalle diverse sfumature di blu al nero, si arricchiscono di un rosso lampone, di un giallo senape, di un verde prato, senza tacere argento e rosa confetto; sfumature calde e avvolgenti che sono un inno alla vita e alla bella stagione.

Davvero un orgoglio per il nostro Paese, questa donna partita alla conquista della Maison di Avenue Montaigne: il suo astro brilla ancora. Il suo estro anche.