Profezia Maya: oggi la fine del mondo? Nonostante per molto tempo si sia sostenuto che il calendario Maya giungesse a compimento il 21 dicembre 2012, da qualche settimana si indica la giornata di oggi come la data più probabile per il completo sterminio umano. La motivazione? L’allineamento Sole, Venere e Terra che avverrà in tarda serata e proseguirà fino a notte fonda.

Verità o semplice bufala? Se ci si dovesse basare sulla storia dell’uomo, di certo questa notte si potrebbero dormire sonni tranquillissimi: la fine del mondo è stata annunciata talmente tante volte che non sarà di certo la Profezia Maya a fare la differenza. L’uomo non avrebbe mai dovuto superare l’anno 1000, la Rivoluzione Sessuale del 1968, il Millenium Bug del 2000 e molte altre date, tra cui un curioso 1982, con un bestseller di trent’anni fa intitolato “Sopravviveremo al 1982?”. E l’uomo è di certo sopravvissuto, con quell’anno passato alla storia non tanto per l’Apocalisse ma quanto per i Mondiali di Calcio vinti dall’Italia.

Galleria di immagini: Melancholia

Eppure profezie, previsioni e teorie del complotto attecchiscono velocemente fra il popolo della Rete, tanto che su Facebook sono sorte in tempo record le più svariate pagine allarmistiche sulla fine dei tempi. Ma da dove arrivino quelle che rischiano di essere vere e proprie bufale non è dato ben sapere. Un dato di fatto è chiaro: l’allineamento di Sole, Venere e Terra non è di certo un evento inconsueto. Generalmente si ripete una volta o più – decennio in più o in meno – al secolo, con l’ultimo passaggio targato 2004. E otto anni fa nessuno si è sognato di andare su Myspace, allora social network di punta, ad allertare i presenti sull’imminente dipartita del genere umano. La spiegazione è abbastanza semplice: i pianeti della Via Lattea non vagano a casaccio per lo spazio, ma seguono un’orbita ellittica precisa attorno al Sole. E, proprio come le due lancette dell’orologio quando segnano mezzogiorno, è probabile che di tanto in tanto si incontrino. Si tratta pur sempre di un fenomeno ciclico, tutt’altro che dotato di una straordinarietà tale da influire negativamente sulle sorti dell’universo. Siccome le stelle non bastano, negli ultimi giorni i fautori di morte e distruzione hanno portato l’esempio del terremoto in Emilia Romagna a controprova delle loro profezie. Eppure a livello mondiale non si notano degli incrementi rilevanti dell’attività sismica: di terremoti ne capitano a centinaia in tutto il globo ogni giorno, quel che cambia è la percezione degli stessi. Non vi sono più scosse rispetto alla media: se ne parla semplicemente di più, grazie all’interconnessione globale dei media.

Bisogna prendere, quindi, tutto quello che si è appreso sulla civiltà Maya e gettarlo alle ortiche? Non proprio. Da eliminare probabilmente sono le interpretazioni singolari sorte sul Web in quest’ultimo decennio che, come nel gioco del telefono senza fili, di volta in volta hanno aggiunto i più nefasti scenari. Si è parlato di scudi cosmici contro gli alieni, di un pianeta misterioso che improvvisamente avrebbe impattato con la Terra – sebbene a pochi mesi dallo schianto nulla si sia palesato all’orizzonte come in Melancholia di Lars Von Trier e nemmeno sia stato avvistato dall’apparecchiatura sofisticata NASA – e di molte altre catastrofi, forse dovute alla semplice fantasia di qualche bontempone armato di tastiera. Da tenere, invece, sono i cicli così come le popolazioni dell’antica America li avevano intesi: delle occasioni di cambiamento. C’è chi si affanna in questi giorni, purtroppo avendo meno rilevanza mediatica dei manici dell’Apocalisse, a spiegare come la fine di un ciclo Maya indichi solamente l’inizio di una nuova era, né migliore né peggiore della precedente, solamente diversa. E c’è chi sostiene che l’allineamento di stanotte serva per riportare intimità, compassione, creatività e spirito femminile al mondo, per ridonare armonia fra i suoi esseri viventi. Se così fosse, allora, ben vengano i 5 giugno, i 21 dicembre e un briciolo di speranza che la previsione si avveri davvero.