{#Roberto Cavalli} si scaglia contro {#Giorgio Armani,} lanciando frecciatine al vetriolo dalle pagine del proprio blog. A far scattare l’ira funesta dello stilista toscano sarebbe stata la decisione da parte di Re Giorgio di anticipare di un giorno la sua sfilata alla prossima {#Milano Moda Donna}, in scena dal prossimo 19 settembre, lasciando così uno spazio vuoto nell’ultima giornata di passerelle al quale avrebbe dovuto partecipare proprio insieme a Cavalli.

A finire nel mirino di Roberto Cavalli c’è anche la Camera Nazionale della Moda Italiana, colpevole di aver concesso troppe liberta ad Armani, nonostante il compito di gestire gli eventi della settimana della moda milanese secondo un ben determinato calendario e non in base alle repentine scelte delle maison coinvolte. Anche {#Dolce&Gabbana} è al centro dell’attenzione, rea secondo lo stilista di un comportamento poco corretto da parte dei suoi due fondatori:

«La Camera della Moda Italiana oggi si occupa esclusivamente di stabilire date e orari delle {#sfilate}, due volte l’anno. La Maison Cavalli è socio della Camera della Moda da sempre. Armani, credo sia socio, ma ogni sua scelta è un ordine! Dolce e Gabbana non sono soci ma se ne fregano di tutto e tutti, fanno i loro interessi come se fosse l’unica Maison italiana. Altre case importanti sono di proprietà francese, e quindi, noi italiani come sempre stendiamo tappeti rossi agli stranieri! La Camera Nazionale della Moda Italiana favorisce quindi i grandi lasciando ai piccoli quello che resta!»

Di tutta risposta, la Camera della Moda non si è lasciata scivolare addosso le affermazioni di Cavalli, replicando con parole dure e sottolineando in una nota come il proprio operato sia sempre stata apprezzata, in patria come all’estero, per le proprie qualità:

«”La Camera della Moda Italiana oggi si occupa esclusivamente di stabilire date e orari delle sfilate, due volte l’anno”, che testimonia di una ingenerosa misconoscenza dell’importantissima attività di rappresentanza istituzionale e di promozione della Moda Italiana svolta in Italia e all’estero ove la Camera ha la massima considerazione per serietà e affidabilità».

Fonte: Il Sole 24 Ore