Lo so che al mondo ci sono argomenti molto più seri e anche più interessanti; so che dovrei occuparmi di questioni di genere, di attualità, di diritti delle donne. Soltanto che di fronte a certe cose, proprio non resisto; così succede che, per quanto mi riguarda, anche i leggings possano diventare una questione di stato, nonchè di diritti fondamentali per l’umanità tutta. Basti pensare al fenomeno dei “meggings“.

Analizziamo il problema: i leggings sono un indumento ormai indispensabile nel guardaroba di una donna; sono comodi, versatili, utili e pratici; spesso salvano dall’insistito fissare il guardaroba senza sapere cosa farsene. I leggings permettono una miriade di varianti di stile e possono essere indossati sotto una gonna, sotto un vestito, sotto una maglia lunga, e risultare comunque sempre piacevoli.

Un tempo si trovavano soltanto leggings simili a calze, anche se più spessi e resistenti, tant’è vero che li si denomina talvolta ancora oggi “pantacollant”; poi si è cominciato a trovarli di ogni colore immaginabile; fino ad arrivare ai leggings-jeans, una sorta di trompe l’oeil modaiolo, per ingannare l’occhio. Fin qui tutto bene. Anche io ho l’armadio pieno di leggings colorati e finti jeans.

Ma già dalla stagione 2013 hanno cominciato a far capolino leggings dotati di stampe e decori impossibili da non notare; e pare che per l’autunno-inverno 2013-2014, la questione si complicherà ulteriormente. E qui veniamo all’affare di stato, quello che a mio parere potrebbe ledere il pubblico decoro.

I leggings sono diventati autentici arcobaleni, le decorazioni floreali non si contano, l’accostamento di colori impietoso è praticamente oggettivo, per non parlare dell’animalier. In pratica, in taluni casi, è come portarsi addosso le tende della nonna, tanto belle per carità, ma non su un paio di cosce.

Se poi vogliamo parlare della moda curvy, bè, sprofondiamo verso livelli difficili da immaginare; sarebbe tanto bello se non si dovesse distinguere tra moda “normale” e moda per le taglie forti, ma ahimè la realtà è ancora questa e allora tanto vale farsene una ragione; e siccome ancora impazza il modello grissino, indossare qualunque cosa dia l’illusione ottica della dilatazione, equivale ad accentuare un difetto. E le tende della nonna su una ragazza curvy ahimè rischiano di passare decisamente come “scelte di cattivo gusto“.

Ok, forse per qualcuno ho sciorinato soltanto una serie di eresie. Ma d’altra parte seguire la moda a tutti i costi potrebbe avere poco a che fare con la personalità. Poi magari, finito questo sfogo di inizio stagione e abituati gli occhi all’ennesima forzatura “legalizzata”,  comprerò anche io i miei leggings della nonna. Sono contraddittoria dite?!? No perchè?!? Sono solo una donna!

photo credit: The Hamster Factor via photopin