Son riuscita a sopravvivere agli uomini con lo smalto, a quelli che ballano su tacchi, ai loro pantaloni con “l’acqua in casa” portati sopra la caviglia e indossati con il mocassino di camoscio viola, ho soprasseduto sui jeans skinny e chiuso un occhio sulle shopper Vuitton, ma ora non ce la posso più fare:  il trauma del “meggings”, il leggings maschile, non riesco davvero a reggerlo!

A lanciare la moda, secondo TgCom, è stato lo showman americano Conan O’Brien, che li ha baldanzosamente mostrati addirittura in TV seguito a ruota da Lenny Kravitz e Justin Bieber, anche se nella versione più yo-yo con il cavallo basso. Ora, ammesso e non concesso che ci possa piacere lo stile Roberto Bolle, vi vediamo già, camminare con il baricentro spostato indietro, un esercito di Panariello che urla “Si vede il marsupio?”. Camminerete a testa bassa per guardarvelo in continuazione, ed eviterete assolutamente il nero, perché snellisce, propinandoci quindi qualsivoglia tinta, ci si augura perlomeno unita (per pietà, evitateci perlomeno il paillettato dell’immagine). Ma perché dovete frustrare le nostre pupille con cotanto scempio?

Quindi, prima che la moda, per ora non ancora sbarcata nel nostro Paese, lasci gli Stati Uniti e dilaghi anche qui, vi avvisiamo: a noi gli uomini piacciono machi, con i jeans rotti e l’aspetto vissuto. Magari con un po’ di barba, forse anche un po’ sudati, ma sicuramente più sexy che con una calzamaglia spacciata per capo all’ultimo grido… grido di terrore!