Natale è una festa da sempre dedicata alla famiglia. Ma quando si è in una relazione stabile o si è sposate, si finisce per dividersi tra la propria famiglia e quella di lui. Questo significa dover avere a che fare con la propria suocera. C’è da dire che ci sono molte suocere simpatiche e disponibili, ma nell’immaginario collettivo assume i contorni di una figura mitologica metà donna e metà serpe. Questo perché molto spesso alcune madri hanno difficoltà a non vedere nella nuora una nemica che ha sottratto il figlio maschio ai propri affetti: si tratta di un retaggio atavico, anche se non è una regola.

In generale esistono tre tipi di suocera: quella decisamente ostile con la nuora, quella che invece si pone amichevolmente e quella che cerca di ignorarla. Il terzo tipo è il più pericoloso all’interno di una relazione di coppia e, si sa, a Natale sono inevitabili gli incontri e gli scontri. La suocera indifferente parla addosso alla nuora, cerca di mostrare al figlio come sua moglie sia in fondo tanto indegna del ruolo, fa finta di niente quando la nuora dice qualcosa di intelligente o realizza qualcosa in cucina meglio di lei. In questi casi, si deve cercare di ridurre il contatto all’osso e nicchiare quando la propria avversaria si comporta in modo scorretto. Da evitare come la peste le lamentazioni con il proprio compagno di vita: lei è sua madre e contro di lei non si può vincere.

La suocera maligna è il genere di suocera più diffuso e spesso in letteratura assume il nome dispregiativo di “suocera arcigna della middle class”. Qui serve un approccio maggiormente diplomatico. Bisogna lusingarla anche se non lo merita, qualcosa del tipo “che bel vestito, che delizioso piatto, ma quanto ho da imparare da te”. Sicuramente seguirà qualche frecciatina, ma bisogna mantenere un rigore inglese e incassare, senza prenderla sul personale. Un buon approccio è porsi come un’allieva: si possono chiedere dei preziosi consigli, magari evitando di seguirli se non fanno al caso proprio, ma ringraziando ugualmente la propria suocera per quanto sia prezioso il suo aiuto in ogni campo. Le parole sono pubbliche, i pensieri non lo sono necessariamente.

Infine, al mondo, esistono delle donne elette che hanno una suocera fantastica, che a volte è persino contenta di essersi sbolognata il figlio. In questi casi, è opportuno essere amiche ma anche non esserlo. Chiedere consigli su cucina, abbigliamento, figli va bene anche in questo caso, e spesso si tratterà anche di ottimi consigli, ma mai e poi mai ci si deve lamentare del comportamento del proprio compagno: anche in caso di tradimento da parte di lui sovente mamma e figlio si coalizzano. Per cui è ottimale prendere un tè insieme o andare al centro commerciale per l’acquisto dei regali, ma è meglio tenere sempre la conversazione sul generico. I fatti più intimi di casa propria devono restare in casa propria.

Fonte: Yourtango.