Esame di maturità, a noi. Mercoledì 20 giugno comincia il tradizionale percorso per i 496.612 candidati a diventare, definitivamente, adulti. La distanza è di un solo giorno e soprattutto di una sola notte. La notte prima degli esami, quella immortalata in film e canzoni, quella dove vige sempre il dilemma: riposo o ripasso?

Secondo un’indagine di Skuola.net, almeno la metà degli studenti passerà in bianco questa notte che li separa dalla prima prova degli esami di maturità. Chi per la tensione nervosa, e altri (ma solo il 5 per cento) impegnati in un’affannosa – anche se sterile – ricerca di qualche dritta sui titoli.

Negli ultimi anni, infatti, il Web ha moltiplicato le occasioni di confronto e di attesa collettiva dei ragazzi, che si scambiano informazioni nelle chat e nei forum, partecipano a notti rosa della maturità su alcuni siti o alla radio (ogni anno 100 mila persone). L’obiettivo è tanto naturale quanto impossibile: scoprire le tracce della maturità.

E allora si parla di Pascoli, della crisi del ’29, nella speranza di azzeccare gli argomenti della prima prova della storia che arriverà nelle scuole in formato digitale. La Polizia Postale ha persino ideato una campagna, «Maturità al sicuro» per difendere gli studenti dalle tante bufale che circolano per la rete e rischiano di mandare in ansia studenti già ansiosi di loro. Lo fa con dei video virali su YouTube, lo stesso strumento dove il gruppo HMatt ha caricato il video simbolico della Maturità 2012 (qui sotto) molto cliccato e apprezzato dai giovani, forse per il suo sentimento positivo e tenero.

Ma che fare la notte prima degli esami? Tra riposo e ripasso non c’è dubbio che è meglio il primo, ma visto che soltanto il 40 per cento dei maturandi ascolterà questo consiglio meglio partire dall’organizzare il secondo con qualche suggerimento:

Studiare quel che non si sa

Se proprio si vuole ripassare, è inutile continuare a ricontrollare argomenti che si conoscono per la paura di affrontare pagine intonse e farsi venire l’ansia. Bisogna avere la forza di essere efficienti: se si riconosce di non sapere un dato argomento – meglio se non attinente alla prima prova ma a quelle successive – studiarlo è più sensato. Magari quella singola informazione studiata all’ultimo momento verrà fuori alla terza prova.

Non credere alle bufale

Se c’è una tendenza facilmente individuabile nelle tracce dei temi di maturità è la scarsa aderenza con l’attualità. La possibilità che nella grande crisi del debito europeo si parli della crisi del ’29 è troppo banale per essere vera. Meglio lasciar perdere e ripassare i momenti salienti della Storia, guardando – quello sì – con simpatia al Novecento.

Dormire qualche ora

Anche se è difficile dormire le classiche otto ore in questa notte così particolare, riposare prima di cominciare l’esame è fondamentale. Il sonno ristabilisce la nostra memoria ed è durante il sonno che ciò che abbiamo appreso passa dalla memoria recente a quella profonda. Se avete ripassato, è proprio dormendoci su che vi garantite non vada perso.

Pensare al futuro

La maturità è un passaggio, superato dal 95 per cento di chi l’affronta. In pratica, l’unica vera incognita dell’esame è con quale voto verrà superato. Non c’è ragione di temerla. Ma è un momento che si può aggredire pensando al proprio futuro: nell’ansia di queste prove, spesso ci si dimentica come si è arrivati a quel punto e per quale ragione. Dopo la maturità si potrà decidere cosa fare della propria vita, e dovrebbe essere questa libertà, la prima vera grande forma di libertà, ad accendere la voglia di fare questi esami con uno spirito positivo. La maturità non è l’esame, è ciò che vi aspetta.

Fonte: Ansa