Un reality non più in una casa, ma in un intero quartiere. In Gran Bretagna corrono ai ripari, dopo la soppressione del Big Brother, che non tornerà il prossimo autunno. Al suo posto, su Channel 4, andrà in onda “Notting Hill“, questo almeno il titolo provvisorio, il reality ambientato nel lussuoso quanto suggestivo quartiere londinese, dov’era ambientato l’omonimo film con Julia Roberts e Hugh Grant.

Non ci saranno provini, perché i concorrenti saranno scelti direttamente dalla produzione, ragazzi tra i venti e i trenta anni per lo più, che abbiano dimestichezza con Internet. Non ci saranno nemmeno premi in denaro e il reality sarà aperto: non è detto che tutti i partecipanti arrivino alla fine e ne potrebbero entrare dei nuovi in sostituzione in itinere.

Certo è che verrà ribaltata finalmente la filosofia del Grande Fratello: niente più ambienti chiusi e isolamento, i concorrenti di “Notting Hill” potranno interagire con gli altri, come fosse la loro vita normale. Anzi, si tratta della loro vita normale, poiché è nelle intenzioni dei produttori dare al reality il senso del tempo reale, in un luogo reale, non costruito ad hoc.

Stephen Lambert, autore del nuovo show, ha raccontato all’Indipendent:

Il termine reality viene utilizzato in maniere diverse. Io l’ho sempre visto come un programma in tempo reale. I reality finora sono esistiti in un universo chiuso. Un programma aperto e in tempo reale è chiaramente una sfida molto più grande. […] Cerchiamo persone alle quali l’esperienza di essere seguite in questo modo piaccia e che allo stesso tempo riescano ad essere se stesse, senza usare il programma come un mezzo per acquisire notorietà. […] Notting Hill ha così tanto da offrire grazie alla varietà di opportunità per la gente che vi abita, grazie al suo miscuglio culturale e grazie al fatto che tutti l’hanno sentita nominare.