Alla maggior parte dei lavoratori insoddisfatti non piacerà apprendere questa nuova teoria che, sorprendentemente, dà poche speranze a chi vorrebbe cambiare impiego trovandone uno decisamente più appagante.

Se detestiamo il nostro lavoro, infatti, non è colpa del capo, dello stipendio da fame, delle mansioni che non sono nelle nostre corde, dei colleghi antipatici, ma bensì di mamma e papà. Si, perché stando a quanto afferma uno studio recente la predisposizione ad amare la propria professione, o a odiarla, è scritta nei geni.

Non importa, quindi, scegliere con cura la facoltà universitaria da frequentare per garantirsi un futuro, ne scervellarsi per scoprire in che cosa siamo bravi e in quali attività, invece, non renderemmo affatto. Il lavoro ideale, quello che dona felicità nonostante la fatica quotidiana non esiste, o meglio è reale solo per i pochi fortunati che sono cresciuti con due genitori che adoravano il loro impiego.

Tre ricercatori della National University di Singapore, Zhaoli Song, Wendong Li e Richard Arvey, si sono messi di impegno per scoprire la vera origine della soddisfazione nel lavoro a priori, a prescindere da tutti quei motivi che, effettivamente, potrebbero contribuire a rendere difficile tirarsi su dal letto ogni mattina per andare in ufficio.

A far nascere una persona con una maggiore o minore predisposizione alla felicità sul lavoro sono due geni, uno recettore della dopamina e uno della serotonina. Mentre la prima sostanza, legata anche a possibili deficit di attenzione, determina una minore serenità in campo lavorativo, la seconda è responsabile della crescita dell’autostima.

“I nostri risultati supportano l’ereditarietà della soddisfazione nel lavoro. I manager devono essere consapevoli che il miglioramento delle condizioni sul posto di lavoro potrebbe non essere sufficiente a rendere alcune persone completamente felici del loro impiego.”

Uno degli aspetti più sorprendenti di questa ricerca, inoltre, riguarda le sue possibili applicazioni proprio nelle scelte iniziali degli individui che si affacciano sul mondo del lavoro. Se da un’analisi approfondita risultasse che una persona ha molte più probabilità di essere insoddisfatto della sua professione vita natural durante, sarebbe forse meglio evitare di intraprendere un tipo di carriera che lo porterebbe a essere un leader, rendendo così la vita impossibile a vari dipendenti e collaboratori.

Viceversa, se si è predestinati ad adorare qualsiasi professione, sarebbe meglio sceglierne una a contatto con il pubblico. Sarebbero in molti a beneficiare di questi geni positivi.

Fonte: WorkingMother