Prosegue l’ondata horror che negli ultimi anni ha invaso le sale cinematografiche, l’inflazione di produzioni di genere sembra in parte causata dalla particolare vena creativa del cinema asiatico, seguito subito a ruota da quello francese e spagnolo. Nell’ultimo periodo l’horror ha incentrato la propria attenzione sull’infanzia, anche l’ultimo “Orphan” non cambia il filone intrapreso.

Dopo aver visto al cinema un’interminabile invasione di film di genere, che avevano sempre come protagonista la solita ragazza dai capelli neri, lunghi e lisci, finalmente si cambia… il cambio in questione purtroppo, è solo nell’acconciatura. Ma il risultato è pressoché lo stesso, anche qui la bambina è cattiva, e come in altre produzioni cela un terribile segreto.

Dunque niente di nuovo sotto il cielo per il regista di Barcellona, Jeaume Collet-Serra, autore in precedenza de “La maschera di cera” del 2005, “Orphan” è prodotto dalla casa di produzione di Leonardo Di Caprio, la Appian Way. La vicenda racconta di Ester, una bambina adottata da poco dalle famiglia Coleman per colmare la perdita e il dolore derivante dalla perdita di un figlio durante una gravidanza.

La piccola Ester è una ragazzina particolarmente educata, le sue maniere affascinano subito Kate (Vera Famiga) la madre adottiva, fino a che non verrà manifestata ai coniugi Kate e John (Pert Sarsgaard) la vera natura della bambina. La prima parte il film è ben realizzata, e non ha momenti di stanca, ma il finale cede sotto la pressione di premesse non mantenute, il film resta comunque un buon prodotto consigliato agli amanti del genere.