Benetton ha sospeso la campagna pubblicitaria che utilizzava l’immagine di Benedetto XVI in una veste davvero poco convenzionale: nella pubblicità, il pontefice si abbandonava a un bacio omosessuale dato all’imam di Al Azhar.

La protesta proveniente dal Vaticano, che ha giudicato inammissibile l’uso del volto di Benedetto XVI per la campagna UnHate, è servita a tranquillizzare i fedeli e la Segreteria di Stato è pronta a sguinzagliare i legali per fare giustizia:

Galleria di immagini: Benetton Unhate

«Bisogna esprimere una decisa protesta per un uso del tutto inaccettabile dell’immagine del Papa, manipolata e strumentalizzata nel quadro di una campagna pubblicitaria con finalità commerciale. Si tratta di una grave mancanza di rispetto per il Papa, di un’offesa dei sentimenti dei fedeli, di una dimostrazione evidente di come nell’ambito della pubblicità si possano violare le regole elementari del rispetto delle persone per attirare attenzione per mezzo della provocazione. La Segreteria di Stato sta vagliando i passi da fare presso le autorità competenti per garantire una giusta tutela del rispetto della figura del Santo Padre.»

Forse però non ci sarà bisogno di battaglie legali perché la situazione è già rientrata nei ranghi: Benetton ha subito provveduto a scusarsi con i fedeli per l’incauto gesto. Se avesse perseverato a lasciare pubbliche le foto del pontefice, l’azienda avrebbe probabilmente vissuto momenti difficili per aver usato impropriamente l’immagine del pontefice:

«Ribadiamo che il senso di questa campagna è esclusivamente combattere la cultura dell’odio in ogni sua forma. Siamo perciò dispiaciuti che l’utilizzo dell’immagine del papa e dell’imam abbia così urtato la sensibilità dei fedeli. A conferma del nostro sentimento abbiamo deciso con effetto immediato di ritirare questa immagine da ogni pubblicazione.»

Come lo stesso vicepresidente esecutivo Alessandro Benetton ha dichiarato, le immagini dei politici e delle persone più potenti del mondo erano state manipolate al solo fine di diffondere un messaggio chiaro e forte: è importante capire dove nasce l’odio e fermarlo prima che si diffonda a macchia d’olio.

Fonte: Il Sole 24 Ore