La moda, a volte, può mettere in serio pericolo la salute della pelle. Questa è l’importante quanto seria conclusione a cui sono giunti i dermatologi riunitisi al congresso della Società italiana di Dermatologia, che si è concluso lo scorso 24 novembre.

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I medici hanno espresso preoccupazione per l’aumento delle malattie croniche della pelle, la maggior parte delle quali causate da materiali cancerogeni all’interno dei capi d’abbigliamento. La moda diviene, così, potenzialmente pericolosa: psoriasi e dermatiti atipiche sono le malattie della pelle che hanno visto un grandissimo incremento, specie tra donne e bambini: i capi dai tessuti cancerogeni, infatti, sono soprattutto slip femminili e tutine per neonati. In altre parole, materiali tossici, sia fuori norma che prodotti dell’inquinamento ambientale, vengono a contatto con le parti più delicate del corpo.

Ma quali sono i tessuti sotto accusa? Quelli che contengono nichel, piombo, ftalati, formaldeide e ammine aromatiche. L’allergia al nichel è una di quelle che ha visto una crescita esponenziale negli ultimi anni. Presente naturalmente in alcuni cibi o in alcuni oggetti come anelli e collane, il nichel è utilizzato anche per la realizzazione dei tessuti: impossibile entrarvi a contatto per chi ha sviluppato intolleranze e allergie al materiale.

Gli ftalati sono tra i plastificanti più comuni al mondo e sono usati in maniera massiccia nelle tutine per bambini. Le ammine aromatiche, considerate cancerogene, vengono utilizzate come coloranti. Purtroppo, acquistando un capo, è impossibile sapere cosa è stato utilizzato nella sua lavorazione: occorre sensibilizzare i produttori, per realizzare tessuti che non siano tossici o cancerogeni.

Fonte: Ansa