Ciò che fa guadagnare da vivere spesso si ama o si odia. Innumerevoli persone vorrebbero cambiare lavoro, e istintivamente lo farebbero a causa dei conflitti con il capo e dei colleghi ingestibili, oppure perché non si sentono in sintonia con l’ambiente che sembra vietare ogni crescita professionale.

Si tratta di un problema che colpisce spesso le piccole e medie aziende, nelle quali solo pochi eletti hanno trovato il loro lavoro ideale, quello in cui mettere la vera passione. Ma allora perché non cambiare? Questo passo è più semplice per chi è caratterialmente spavaldo e amante del rischio, e per chi ha le spalle protette dal punto di vista economico e può permettersi di buttarsi a capofitto nella libera professione, nell’arte o nel commercio.

La maggior parte dei lavoratori, però, stenta a fare il decisivo primo passo verso il cambiamento: ecco i motivi che portano spesso anche a scartare una buona occasione che arriva inattesa, e a rimandare la grande decisione al futuro.

La paura del cambiamento è il primo ostacolo (elemento forte soprattutto nelle donne che hanno superato i quaranta): per alcuni può essere visto come un passo verso il baratro, l’ignoto, che comporta colleghi nuovi, mansioni nuove e, pertanto, la necessità di mettersi a confronto con le proprie insicurezze. Questo porta a un processo di adattamento a una nuova condizione che non sempre ha esito favorevole, soprattutto se visto come un processo di perdita dell’identità personale e non, viceversa, di crescita.

In secondo luogo la difficoltà potrebbe riguardare anche il rifiuto mentale di un reddito potenzialmente saltuario rispetto a quello stabile, ad esempio, di un dipendente pubblico. Da non sottovalutare anche le eventuali frustrazioni di chi è costretto ad aggiornare le sue abilità e competenze tecnologiche, magari dopo anni di lavoro.

Questo atteggiamento porta facilmente alla perdita di fiducia in se stessi, e la volontà di rimettersi in gioco ancora una volta non riesce ad avere la meglio. La perdita dei colleghi diventati amici, inoltre, rappresenta un altro ostacolo evidente che impedisce di compiere il salto di qualità tanto agognato.

C’è un modo per vincere la paura di cambiare lavoro? Non farsi mai cogliere impreparati aiuta, ad esempio, oltre a tenersi aggiornati e arricchire il curriculum vitae a cadenza regolare. Anche semplificare la propria vita in termini economici è utile, con piccoli sacrifici che potrebbero dare la possibilità di frequentare nuovi corsi per conquistare altre competenze.

Infine, ecco un consiglio da non sottovalutare: preparare una scaletta di priorità e chiedersi cosa ci rende veramente felici. Spesso abbiamo un hobby che potrebbe diventare un’attività secondaria, un secondo lavoro da svolgere nel tempo libero che potrebbe crescere fino a diventare l’unico. Quindi prudenza nel lasciare la vecchia via, ma mai chiudere le porte alle nuove occasioni.

Fonte: MoneyCrashers