Bugie e genere maschile: apparentemente si tratta di un connubio indissolubile. Infatti, quale donna non si è mai chiesta come mai il proprio compagno racconti pietose menzogne? L’ambiguità conseguente alle bugie rischia seriamente di creare danni irreversibili alla coppia, ecco perché la via della sincerità va sempre perseguita senza indugi. Però può essere utile fare una passeggiata nel cervello maschile, per cercare di comprendere l’origine di quella certa propensione alla bugia.

Menzogne? Semmai parziali verità. Ecco quello che risponderebbe qualsiasi uomo per giustificarsi dinanzi alla compagna. Allora bisogna subito chiarire questo: in ogni uomo alberga un bambino di tre anni. Chiarito questo concetto, la mente maschile appare più semplice da gestire. Iniziando la famosa passeggiata nel cervello maschile, la prima sezione in cui ci si imbatte è quella con la scritta “Nervi scoperti”: gli uomini mentono molto spesso per abbellire delle verità che a loro giudizio, se esposte nella loro cruda oggettività, li farebbero apparire deboli agli occhi del mondo e specialmente agli occhi dell’amata.

Spesso le bugie riguardano la posizione lavorativa: alzi la mano chi non ha mai sentito un uomo vantarsi del ruolo rivestito, per poi essere sbugiardato dai fatti. Tipico è il caso di chi ha un lavoro impiegatizio subordinato e sostiene di esserne il capoufficio, salvo miagolare quando il vero responsabile lo chiama per redarguirlo. Oppure sono molti quelli che vogliono apparire più apprezzati socialmente, e che si lanciano senza remore in racconti iperbolici riguardanti superbi fine settimana in montagna, circondati dalla comitiva giusta, sulla scia del “faccio cose, vedo gente”.

Un tipo di uomo che spesso sconfina nella menzogna, anche se quasi del tutto innocua, è l’aspirante supereroe: senza di lui il mondo non andrebbe avanti, perché il suo contributo è fondamentale per le sorti dell’umanità. Questa tipologia di bugiardo, che a tratti suscita tenerezza, si riconosce per l’aneddotica fervida che vede l’uomo protagonista di prodezze esaltanti: a sentir lui, tutte le vecchine non attraversano mai la strada senza averlo a fianco, tutte le mamme non riescono a caricare il passeggino in auto senza il suo aiuto, e via dicendo.

Altro tipo di bugiardo è l’uomo-almanacco: ogni giorno una bugia per apparire meglio di quello che è, con contorno di applausi per sottolineare la sua straordinaria forza fisica e spirituale. Ogni uomo rientra in una particolare tipologia di bugiardo: si può anche decidere di sorvolare se si tratta di abbellimenti, ovviamente non si fa finta di nulla se la bugia riguarda questioni importanti e rischia di incrinare la fiducia tra due persone.

Insomma, sta come sempre alle donne capire quanto c’è di vero in un racconto e quanto è invece frutto della fervida fantasia del bimbo di tre anni intrappolato nell’uomo che si ha accanto. La verità sta forse racchiusa in un brano di Fiorella Mannoia, che canta: “E se diciamo una bugia, è una mancata verità”. Invece per gli uomini vale il discorso inverso: “E se diciamo la verità, è una mancata bugia… che peccato”.