Il lodo Alfano viene bocciato e subito la notizia “bussa” a Porta a Porta per essere commentata e approfondita.

Ieri sera, nel “salottino” di Bruno Vespa, la puntata del programma era incentrata tutta sul lodo Alfano. Ma l’evento più importante della serata è stata la telefonata in diretta di Silvio Berlusconi, il quale ha spiegato (secondo il suo parare) perché il lodo Alfano è stato bocciato:

La Consulta non è un organo di garanzia ma un organo politico: si è contraddetta rispetto a quanto fece 4 anni fa (ndr: rispetto alla decisione presa per il lodo Schifani). La Corte era occupata e dominata da 11 giudici di sinistra e 4 che non sono di sinistra. Non c’era nessuna speranza di decisioni autonome.

Secondo il premier, il problema sarebbe la radicata presenza di persone “di sinistra” nel sistema:

In Italia abbiamo una minoranza di giudici di sinistra (ndr: nell’intervista a “La Stampa” ha spiegato che è questa minoranza è organizzata molto bene), una stampa di sinistra con a capo Repubblica, una Rai che, a parte lei signor Vespa, va contro il governo, e in più un Capo dello Stato espressione della vecchia maggioranza di sinistra

Dunque, secondo il Presidente del Consiglio anche il Capo dello Stato Italiano sarebbe di sinistra.

Berlusconi ha spiegato che si difenderà con ogni mezzo, sia in tribunale sia sfruttando i vari mezzi di comunicazione: parteciperà a programmi televisivi, radiofonici e rilascerà interviste per spiegare agli italiani “la sostanza di questi processi”.

Subito dopo, in studio, la dichiarazione di Berlusconi:

Il Presidente della Repubblica aveva garantito con la sua firma che la legge sarebbe stata approvata dalla Consulta, posta la sua nota influenza sui giudici di sinistra della Corte.

La dichiarazione ha provocato una grande reazione da parte di Rosy Bindi, la quale ritiene gravissima questa affermazione.

Ma il Presidente del Governo risponde secco:

Ravviso che lei è sempre più bella che intelligente. Non mi interessa nulla di quello che lei eccepisce.

Il Premier ha, infine, dichiarato che “certamente” sarà il governo ad occuparsi di riformare la giustizia.