La SIDS, meglio conosciuta come la morte improvvisa del lattante, colpisce sia maschi che femmine, di giorno e di notte, di solito durante il sonno, nel primo anno di vita, con un picco di incidenza tra i due e i quattro mesi. I più colpiti sono i maschi, che rappresentano circa il 60% delle vittime.

Oggi, in Europa, la SIDS colpisce con una percentuale compresa tra lo 0,5 e l’1 nati per mille. Nelle regioni italiane, come la Toscana e la Lombardia, e, in generale nei Paesi dove l’informazione è stata opportunamente divulgata dalle istituzioni, la media è scesa allo 0,3.

Il Gruppo Tecnico Interregionale sulla SIDS, coordinato dalla Regione Toscana, ha elaborato le Raccomandazioni per la Riduzione del Rischio di SIDS. Si tratta di cinque semplici regole che se osservate aiutano a preservare la salute del proprio bambino.

Prima di tutto, il neonato non dovrebbe mai addormentarsi a pancia in giù e nemmeno sul fianco, bensì in posizione supina. La posizione prona, che facilita il sonno profondo, impedirebbe il risveglio a seguito di una possibile apnea del neonato. Allo stesso modo, è bene che il bambino dorma sul lettino o sulla culla senza peluche e pupazzi, che potrebbero impedire la corretta respirazione.

Il neonato, poi, non deve essere eccessivamente coperto, nemmeno in caso di febbre. I meccanismi che regolano la temperatura corporea, soprattutto nel primo anno di vita, non funzionano ancora in modo corretto e l’ipertermia è sempre in agguato. No al fumo, sia durante la gravidanza che in presenza del bambino, per assicurargli una corretta ossigenazione.

Infine, sì all’uso del succhietto, dibattuto da anni e oggi finalmente accettato. Come sostengono gli studi più aggiornati, il succhietto, dato al momento del sonno, aiuta il bambino a rilassarsi e contemporaneamente riduce il rischio di SIDS. Ma se viene “perso” durante il sonno, il suggerimento è di non ridarlo.

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