Precari, sottopagati, sfruttati dai colleghi fortunati che hanno un contratto di vecchio stampo: la vita dei giornalisti italiani si fa sempre più dura. Soprattutto per i giovani, che pur avendo titoli ed esperienza, guadagnano ancora come dei dilettanti.

La situazione, denunciata ormai da anni, emerge dai dati dell’INPGI2 – la cassa previdenziale che si occupa della gestione separata dei contributi di chi è freelance, cioè non assunto – l’universo sempre più popolato di chi formalmente è imprenditore di sé stesso ma in realtà è solo sfruttato.

Un popolo di Partite Iva vessate da condizioni drammatiche, tanto che oggi “Il Fatto quotidiano” le paragona a quelle delle operaie di Barletta. Non è una provocazione: se si considera che la cifra netta che mediamente un freelance riesce a intascare è di 550 euro al mese, ciò significa che la soglia di quei 4 euro all’ora con i quali venivano pagate le povere vittime del crollo non è lontana.

La questione della crisi, nel caso del giornalismo, si incrocia però, è bene dirlo, con un’antica eredità: la differenza di casta fra chi è sotto contratto nazionale, pochi e spesso over 50, e tutti gli altri. La precarizzazione della professione di giornalista è iniziata molto tempo prima che anche gli altri lavori conoscessero sigle come Co.Co.Co, progetti, e via dicendo.

La situazione, al centro di molti dibattiti dell’Ordine dei Giornalisti e denunciata dalle statistiche, è arrivata all’assurdo paragone con quella delle badanti, che se sparissero non sapremmo come curare i nostri parenti anziani: gran parte dei giornali sono scritti quasi completamente da giornalisti che non sono assunti dalla testata per cui lavorano, continuativamente, tutto il giorno. Magari da anni, col rischio di essere superati o sostituiti da colleghi ancora meno costosi senza considerare l’esperienza acquisita.

Come capitò a Paola Caruso, giornalista del Corriere della Sera che lo scorso inverno fece molto parlare di sé e del suo caso quando decise di iniziare un clamoroso sciopero della fame, rientrato dopo pochi giorni e un colloquio col direttore.

Al tema sono dedicati gli “Stati generali dei giornalisti precari”, due giorni a Firenze di dibattiti e interventi sul tema organizzati per venerdì 7 e sabato 8 ottobre dall’Ordine dei Giornalisti in collaborazione con la Federazione Nazionale Stampa Italiana, l’Associazione Stampa Toscana e l’OdG Toscana.

Fonte: Precariato.ODG, Il fatto quotidiano