Durante la terza puntata della 61ma edizione del Festival di Sanremo, Roberto Benigni ha calpestato il palcoscenico dell’Ariston dando grande prova della sua cultura e delle sue doti artistiche: il celebre attore ha fatto sì che tutti i telespettatori fossero fieri di essere italiani.

Il suo arrivo in scena è stato davvero particolare: in groppa a un cavallo bianco, esponendo la bandiera tricolore, Benigni ha attraversato la platea fino ad arrivare sul palcoscenico.

Galleria di immagini: Roberto Benigni a Sanremo 2011

All’inizio della sua performance sono bastate poche frasi per inquadrare la situazione politica e televisiva attuale: tra le righe, l’attore ha lasciato intendere che la Rai “addomestica” i suoi dipendenti. Inoltre, nel prologo all’esegesi dell’Inno di Mameli, ha ripetuto più volte la parola “minorenne” per ricondursi allo scandalo del Rubygate.

Prima di spiegare il significato profondo dell’Inno Nazionale, Benigni ha introdotto il contesto storico parlando dei giovani che hanno dato la propria vita per grandi valori come la libertà e l’amore per la Patria. Tra questi il 20enne Goffredo Mameli e il povero musicista Michele Novaro, che compose le note dell’Inno e che spesso viene dimenticato dagli italiani. Quando a Novaro fu proposto di comporre la melodia destinata alle parole di Mameli, la sua reazione fu di completo stupore, ma ben presto si tramutò in ispirazione. L’inno era una marcia, praticamente perfetto per essere solenne, memorabile e allegro.

Nel suo testo, Mameli volle riassumere in poche rime tutta la storia di un paese deriso perché ancora non aveva creato un popolo. Il desiderio degli italiani era quello di essere uniti sotto una stessa bandiera e di cacciare coloro che per anni avevano sfruttato le bellezze della nostra terra. A partire da Scipione l’Africano, inserito nell’Inno per i suoi meriti da condottiero durante la Seconda Guerra Punica, Benigni ha voluto puntualizzare su come fosse la vittoria a “schiava di Roma“, riferendosi a Umberto Bossi e tutta la Lega Nord che hanno spesso usato questo verso dell’Inno per denigrare il sud d’Italia.

Il protagonista de “La vita è bella” ha anche raccontato le origini dei colori della nostra bandiera: il bianco, il verde e il rosso sono i tre colori che Dante Alighieri usò nella Divina Commedia per descrivere le vesti della sua Beatrice.

In pochi versi, che tra l’altro sono quelli meno conosciuti dell’Inno Nazionale, Mameli ha raccontato delle lotte contro gli stranieri: dal nord d’Italia contro i Tedeschi alla Repubblica Fiorentina contro gli Spagnoli, passando per Genova oppressa dagli Asburgici e Palermo in lotta contro i Francesi.

Infine, Benigni ha interpretato l’Inno da solo, riuscendo addirittura a commuovere il presentatore del Festival Gianni Morandi.

Video prima parte: