Scusa ma ti voglio sposare“, sequel di “Scusa ma ti chiamo amore”, è l’ultimo film del regista Federico Moccia che uscirà al cinema oggi. Interpretato da Raoul Bova e Michela Quattrociocche, il film racconta la tormentata storia d’amore tra Alex, quarantenne pubblicitario di successo, e Niki, studentessa ventenne.

Il regista Moccia ha presentato il suo film durante una conferenza stampa organizzata da Medusa che ci ha visto partecipi e di cui riportiamo le battute più interessanti.

“Rispetto all’omonimo libro, ci sono molti cambiamenti nel film, perché?”

Moccia:”Ci sono stati cambiamenti. Ho dovuto tagliare molte parti, snellire la storia, omettere alcune sottotrame come ad esempio quella riguardante Alex e la sua nuova collega d’ufficio. In un libro puoi prenderti tutto il tempo necessario per sviluppare ogni componente, sia narrativa che psicologica, dei personaggi che racconti. Al cinema, invece devi sintetizzare e creare armonia tra le diverse componenti della storia per rientrare nell’ora e quaranta di registrazione”.

“Rispetto a “Scusa ma ti chiamo amore”, questo film sembra prediligere maggiormente il lato della commedia”

Moccia:”È vero, avevo la necessità di approfondire dei personaggi che nella prima pellicola erano solo stati abbozzati, e alcuni di essi sono senz’altro figure che riportano alla tradizione della Commedia all’Italiana, genere che per me è sempre un importante punto di riferimento. Così i ruoli di Pino Quartullo e Cecilia Dazzi, che interpretano i genitori di Niki, sono saggi e divertenti allo stesso tempo, e rappresentano il mio piccolo omaggio ai grandi momenti comici del nostro cinema”.

“È un film sul fallimento sentimentale dei quarantenni d’oggi?”

Moccia:”Sì, è un’interpretazione corretta, credo. Nel film racconto delle difficoltà che hanno le coppie moderne nell’incontrarsi e nel voler costruire insieme. Mi piaceva l’idea di Niki che ha paura di sposarsi, perché è una scelta importante che si deve affrontare con una certa serietà. Il matrimonio è un momento importante in cui due individui decidono di costruire qualcosa insieme, e questo non dovrebbe essere mai scordato, soprattutto dinanzi alle prime difficoltà della vita di coppia”.

“È stato criticato dalla Chiesa e molti critici non la amano. Cosa ne pensa a riguardo?”

Moccia:”Seguo attentamente il mio blog, dove scambio informazioni quotidianamente con le persone che mi raccontano il loro vissuto e che sono la mia fonte di ispirazione. Mi piace la libertà, soprattutto la mia e perciò accetto anche quella altrui. Così accetto le critiche, perché mi aiutano a crescere e migliorare come scrittore e cineasta. Ovviamente non sono felice delle critiche, ma il mio lavoro non può piacere a tutti. Quello che non mi piace sono le critiche preconcette, chi giudica il film senza averlo visto. Queste persone dovrebbero chiedersi: “Se Moccia con “Scusa ma ti chiamo amore” ha guadagnato 13 milioni di Euro, è possibile che abbia centrato quello che gli spettatori volevano vedere?”