Entra in vigore, dopo due anni transitori, il decreto legge 141/2010 in base al quale gli Agenti Immobiliari non potranno più segnalare mutui ai propri clienti e ottenerne un ricavo.

Entro il 31 ottobre, come previsto dal decreto 141, si è concluso il passaggio degli agenti finanziari e mediatori creditizi dai vecchi albi tenuti dalla Banca d’Italia ai nuovi elenchi gestiti dall’Organismo degli agenti e dei mediatori (Oam).

Molti Agenti Immobiliari hanno svolto da diversi anni l’attività di segnalazione mutui, allo scopo di offrire al cliente un servizio completo per l’acquisto della casa, sottoscrivendo convenzioni con istituti o società finanziarie per l’erogazione dei mutui.

La nuova norma entrata in vigore definisce, quindi, dei confini ben limitati fra le professionalità, oltre a precisi parametri di specializzazione. Una norma che, comunque, potrebbe avere due effetti, un in positivo e l’altro in negativo. Infatti, se da un lato garantisce la qualificazione dei mediatori autorizzati, che d’ora in poi devono prestare grande attenzione alla loro reputazione, dall’altro però comporta il rischio di allontanare maggiormente dall’accesso al mutuo il cliente già penalizzato da un mercato del credito quasi paralizzato.

Con la nuova norma, quindi, per esercitare è necessaria l’iscrizione agli elenchi dell’Oam dopo aver sostenuto un apposito esame, dal quale sono esonerati solo coloro che effettivamente hanno esercitato l’attività per almeno tre anni negli ultimi cinque anni e che, per questa attività, abbiano percepito compensi non inferiori a 5mila euro su base annua.

La riforma, inoltre, prescrive anche la formazione professionale di almeno 60 ore in due anni e la stipula di una polizza di assicurazione di responsabilità civile per danni arrecati nell’esercizio dell’attività, in quanto la società di mediazione è responsabile anche per fatti penali riconducibili al mediatore. Le riforme, dunque, chiedono ad entrambe le professionalità, ovvero ai mediatori creditizi e agli agenti immobiliari, la chiarezza e la specializzazione.

Non è possibile prevedere le conseguenze delle nuove norme, comunque sta di fatto che gli Agenti Immobiliari non potranno più continuare a esercitare da soli, ma per non perdere la compravendita e, quindi, il lavoro, dovranno formalizzare degli accordi che istituzionalizzino i collegamenti con altri professionisti, allo scopo di avere l’appoggio dei consulenti del credito e portare a termine le trattative.

Il vecchio Ruolo è stato abolito e, per la tutela del consumatore finale, gli Agenti potranno essere identificati con un tesserino rilasciato dalle Camere di Commercio e che può essere ritirato per cessata attività. Scade il prossimo maggio 2013 l’obbligo per i titolari delle Agenzie di iscriversi al Registro per le imprese presso le Camere di commercio, in base alla direttiva Bolkestein, pena l’impossibilità di continuare a esercitare.

Il commento di Paolo Righi presidente di Fiaip: ”S’interrompe di fatto un rapporto che sempre c’era stato tra il settore immobiliare e il credito. Gli scopi della legge sono buonissimi, la necessità di professionalizzazione è sentita da tutti. Ma così diventa ancor più difficile per il cliente accedere al credito. Abbiamo sempre chiesto di non interrompere questa filiera per sostenere le compravendite. Nonostante il parere favorevole della VI commissione del Senato, il Governo ha risposto che la segnalazione non rientra nella ratio della legge sulla mediazione creditizia, inibendo qualsiasi forma di segnalazione o consiglio di prodotti. Così i clienti non potranno più avere alcun punto di riferimento in agenzia, subiranno le politiche della loro banca e diminuirà la concorrenza”.