Abbiamo già parlato dell’approccio al porno da parte delle donne, di come talvolta possano ispirarsi a ciò che vedono o di come al contrario ne traggano concetti devianti e negativi. E nel farlo una cosa è risultata certa: esistono poca letteratura e poca filmografia pornografica per donne. I destinatari sono ancora, quasi sempre, uomini, come in molti altri ambiti della vita.

Eppure anche l’universo femminile sta scoprendo che questo genere di cultura può suscitare interesse, sia per le single che per le accoppiate. Insomma, anche una donna vuole e può avere la libertà (sembra scontato, ma in alcune società odierne non lo è affatto) di guardarsi un video o un film porno, che sia amatoriale o d’autore.

Tuttavia, come detto, spesso la donna che intraprende questa strada trova quasi esclusivamente materiale partorito da menti maschili per occhi maschili. E se volessimo qualcosa totalmente al femminile? Innanzitutto credo che il punto di vista di partenza, della regia, della fotografia, dell’eventuale sceneggiatura (quando non ci si limiti a dialoghi come “ah”, “uh”, etc) debba essere quello delle donne: un uomo, per quanto si sforzi, non può capire a fondo la sessualità femminile (questa affermazione vale anche al contrario, attenzione!!). Poi ci vuole un contesto in grado di accettare e anche promuovere determinati contenuti alle donne.

E’ proprio partendo da questi presupposti che è nato un progetto interessante, chiamato  “Le ragazze del porno – My Sex”, all’interno del quale registe donne, per l’appunto, gireranno dieci cortometraggi “pornoerotici” pensati proprio per il piacere femminile (ciò non toglie che non possano essere visti anche dai maschietti: anzi, potrebbe essere istruttivo!).

Lo scopo è quello di cominciare a dar credito alla sessualità al femminile, alle sue esigenze, alle sue particolarità, per offrire alle donne interessate un intrattenimento  “pornoerotico” su misura.

L’utilizzo di questo termine, pornoerotico appunto, è secondo me interessante e fondamentale per capire un concetto magari anche banale, ma vero: per la donna la pornografia efficace non è probabilmente quella fatta solo di inquadrature ravvicinate, insistenti e anche noiose dell’atto in sè o degli attributi fisici degli attori; per la donna è molto importante l’eros che scaturisce da un incontro intimo, una questione fatta anche di contorno, di atmosfera, di racconti, di unione in senso lato.

Sono curiosa di vedere cosa scaturirà da questo progetto. E di capire se ci sarà un seguito a livello culturale. La speranza è quella che anche in questo campo le donne possano avere gli stessi “diritti” e le stesse possibilità degli uomini.

photo credit: Piero Sierra via photopin cc