“Devi smettere di fumare perché il fumo fa male”. Quante volte le donne fumatrici hanno sentito pronunciare questa frase dai loro compagni, o più spesso dai loro figli? Smettere di fumare si può, basta volerlo; è vero che si possono perdere round, ma alla fine, se si insiste si vince la partita.

Molte persone hanno la forza di volontà sufficiente per smettere di fumare da sole, ma in caso contrario si deve ricorrere ad altri aiuti. Innanzitutto chiedere l’aiuto di un dottore; alcuni studi hanno evidenziato che non tutte le persone vincono la loro battaglia con il fumo da sole, ma hanno bisogno di essere aiutate dal personale sanitario.

Un incentivo a livello psicologico può essere quello di ricordare che chi smette di fumare allunga la propria vita; infatti, è stato provato che chi smette prima dei 50 anni ha il 50% di rischio in meno di morire nei successivi 16 anni rispetto a chi fuma.

Senza contare tutti i benefici che si ricavano nell’immediato, come ad esempio il sapore più gustoso dei cibi, il sentire meglio gli odori e soprattutto si migliora la resistenza in termini di fiato nelle attività più comuni, come una semplice camminata. Quando si smette di fumare si deve mettere in conto un possibile cambio d’umore o altri sintomi provocati dall’astinenza da nicotina.

In questo caso, un ottimo rimedio è quello di usare prodotti che sostituiscono la nicotina, come il classico cerotto, lo spray nasale o ancora la gomma da masticare (ideata nel 1971). Oltre a questi metodi esiste in commercio un farmaco antidepressivo, Zyban, che contiene cloridrato di Bupropione.

Deve essere venduto sotto prescrizione medica e, come tutti gli antidepressivi, deve essere assunto con cautela, considerati gli effetti collaterali. La forza di volontà è alla base di qualsiasi tentativo; alcuni soggetti riescono a smettere dall’oggi al domani senza alcun aiuto, ma per chi non ci riuscisse, l’alternativa è pianificare la data prestabilita segnandola sul calendario, dopo la quale non si deve toccare più una sigaretta.

Ѐ consigliato scegliere una data significativa come il proprio compleanno o quello di un famigliare, o comunque una data che ricordi il perché si sta smettendo. Ovviamente è la data dalla quale non si deve più fumare, quindi bisogna iniziare per tempo a diminuire le sigarette, in modo graduale. Meglio ancora se si comunica la data ad altre persone, in modo da ricevere incoraggiamenti.

Un ulteriore aiuto alla vostra voglia di smettere può venire dall’evitare tutte quelle abitudini associate alla sigaretta. Stiamo parlando della classica associazione caffè-sigaretta, magari sostituendo il caffè con il tè, oppure evitare di bere alcolici se prima erano associati alla sigaretta (in questo caso la vostra {#salute} vi ringrazierà due volte).

Altro piccolo escamotage, per le serate con gli amici, può essere quello di frequentare bar o ristoranti scegliendo le zone riservate ai non fumatori. Come dicevamo, i benefici per il fisico sono molti ma una volta che si smette di fumare si deve tenere presente che si tende a ingrassare, un po’ perché si ha voglia di sostituire la sigaretta con un chewing gum o una caramella e soprattutto perché il fumo aumenta il metabolismo.

Per questo si deve prendere la sana abitudine di fare un’ora al giorno di esercizio fisico per compensare la stessa quantità di tempo speso nell’arco dell’intera giornata fumando. Man mano che passa il tempo, perché non premiare i vostri piccoli traguardi raggiunti? Un bel regalo è quello che ci vuole per far capire a se stessi che quella intrapresa è la strada giusta, per poi pian piano ridurre i regali fino a smettere del tutto.

Non dimentichiamo il beneficio economico che deriva dal non comprare più pacchetti di sigarette; ormai il costo del pacchetto è considerevole. Se solo si provasse a mettere da parte nel classico salvadanaio il denaro destinato alle sigarette, ci si renderebbe conto della cifra risparmiata. Come si è visto, a parte gli aiuti medici, il resto son tutti rimedi che fanno leva sul fattore psicologico; in pratica il cervello ha bisogno di essere stimolato.

Fonte: Healthy Women.