I social network sono fonte di divertimento e di lavoro: incontrarsi con gli amici per condividere foto e pensieri è ciò che la maggior parte degli utenti fa. Intraprendere una carriera o cercare lavoro sono le nuove frontiere virtuali dell’occupazione.

Tuttavia, i social network devono essere usati con cautela o potrebbero compromettere la carriera, lo stipendio o, addirittura, il posto di lavoro. Facebook, Twitter, LinkedIn rappresentano ormai una sorta di vetrina dell’utente, cui accedere può diventare facile. Il 78 per cento dei recruiters, al momento di esaminare un candidato, non si avvale del solo curriculum vitae, ma anche di ricerche su Google per vedere a quali risultati è associato il nome dell’aspirante lavoratore. Il 63 per cento, invece, cerca informazioni direttamente sui social network. Meglio quindi evitare alcuni errori che, inconsapevolmente, potrebbero rovinare la carriera.

Ad esempio, mai dire pubblicamente sui social network che si sta per affrontare un colloquio di lavoro, né lasciarsi andare a commenti sull’andamento del colloquio stesso. Questa accortezza è valida per motivi strettamente personali: gli esperti dicono che solo quando il lavoro è un affare fatto si può – se proprio se ne sente l’esigenza – condividere l’evento. Tuttavia, sarebbe meglio non dire nulla, specialmente se ciò che si ha in mente è qualcosa di poco piacevole.

I social network hanno permesso che le foto diventassero una vera e propria mania: si fanno foto di qualsiasi cosa, di qualsiasi minuzia, che poi vengono immancabilmente caricate su Facebook con tanto di tag. Proprio quel tag può essere fatale, specialmente se la foto è indecorosa e si è amici del proprio capo o di altri colleghi. Bisognerebbe lasciare offline tutto ciò che potrebbe compromettere la propria reputazione; bisognerebbe evitare che altri facciano foto che poi, senza permesso né rispettare la privacy, potrebbero finire su Facebook. Inoltre: evitare di essere amici del capo o dei superiori su Facebook. Per questo, basta LinkedIn.

Lamentarsi del proprio lavoro attraverso un tweet è costato il posto a molte persone. Lamentarsi pubblicamente non è la strada giusta: sarebbe più opportuna una conversazione privata, educata e professionale con il proprio capo per risolvere la questione. Inoltre, non si dovrebbe mai scrivere che ci si sta annoiando o che la settimana di lavoro si sta trascinando: il capo potrebbe essere restio a promuovere una persona che si annoia o che non vive il lavoro come una sfida stimolante. Allo stesso modo, se si decide di lasciare il lavoro, non è di certo il momento per parlarne male: questo potrebbe costare la possibilità di trovare una nuova occupazione.

Oltre alle lamentele, non si dovrebbero mai esprimere pareri politici o semplici idee che potrebbero andare a toccare la sensibilità di un collega o di un superiore.

Se si ha un blog personale, meglio utilizzarlo in maniera intelligente: mai raccontare di avvenimenti personali e troppo intimi, né lasciarsi andare a commenti sul mondo del lavoro o sul proprio lavoro in particolare. Raccontare di un hobby, senza che questo vada a ledere la sensibilità del capo o dei colleghi, sarebbe la scelta più giusta.

Mai usare Internet o i social network per parlare male dei clienti: non si metterebbe in dubbio solo la propria immagine, ma anche quella dell’intera azienda per cui si lavora. I clienti potrebbero usare i social network come feedback sull’azienda e chi vi lavora: trovare cattivi commenti potrebbe creare problemi davvero grandi all’ambiente di lavoro.

Se si è attaccati pubblicamente per qualcosa di relativo al proprio lavoro, non bisogna mai rispondere con insulti o lasciando che la rabbia prenda il sopravvento. La risposta pubblica alle critiche dorebbe essere sempre elegante, educata, piena di rispetto per l’interlocutore: solo in questo modo si può salvare la reputazione.

Infine, se si lavora con i bambini o con gli adolescenti e se si è un’insegnante, meglio agire cautamente sui social network: innanzitutto, sarebbe opportuno non stringere amicizie virtuali con gli studenti. In secondo luogo, qualora si fosse creato il contatto, sarebbe meglio non mostrare pensieri o foto troppo personali o lasciare commenti su cosa si è fatto di sabato sera o quanto si è bevuto all’ultima festa: i genitori potrebbero considerare tale atteggiamento non consono a un’insegnante.

Fonte: LearnVest