Le donne in carriera sono più felici delle casalinghe? è questo il nodo che fa discutere dagli anni ’80 in poi, cioè con l’avvento della figura della donna in carriera: allora emerse l’immagine di una donna non più destinata alle attività femminili che per secoli, se ci eccettuano alcune figure letterarie o cinematografiche alla Rossella O’Hara, le erano destinate. Non più casa e famiglia, o meglio non solo casa e famiglia per loro. Nella mentalità comune, però, si crede che una donna in carriera sia più felice, perché nel proprio lavoro trova la realizzazione personale: ma chi l’ha detto che questa felicità non si può provare da casalinga?

Alcuni studi governativi inglesi recenti rivelano infatti che le casalinghe e le donne in carriera si sentono ugualmente realizzate nella propria quotidianità. La ragione è facile da comprendere, in particolare per quelle donne che hanno dei figli: quante donne in carriera vorrebbero avere più tempo libero da trascorrere con la prole, vederla crescere e assicurarsi che cresca bene? E anche per chi non ha figli, e può permettersi degli hobby creativi, non è detto che la felicità non sia dietro l’angolo.

Per gli inglesi questi studi sono utili per incoraggiare il matrimonio e la nascita di figli, ma la condizione femminile italiana è molto differente: le donne in carriera in Italia si devono dividere tra casa e lavoro, spesso senza grossi aiuti legislativi in merito, se si eccettua la pratica del congedo parentale.

Ma se una donna pratica un mestiere a livello dirigenziale, rischia che al ritorno dall’allattamento il lavoro per lei non ci sia più, a causa di una questione che attanaglia il genere femminile in tutto il mondo occidentale: la concorrenza, in particolare dei colleghi maschi. Non si è sicuramente al tempo in cui la donna non poteva svolgere determinati mestieri, ma quanti passi in avanti ancora restano da fare.

La felicità quindi è comprensibile, ma la questione è un’altra e in fondo è la stessa per cui in Italia, le donne, soprattutto le giovani, hanno difficoltà a entrare anche in politica. Conciliare tutto diventa una sorta di equilibrio sul filo e ci si ritrova a volte a non avere neppure il tempo per se stesse. In un mondo perfetto, la donna potrebbe essere in grado di scegliere senza remore a cosa votare la propria vita, magari con la convinzione che la carriera o la famiglia non siano un aut aut, ma semplicemente le possibili opzioni da vagliare secondo le proprie inclinazioni, che non devono e non possono escludere il giusto mezzo tra le due.

Fonte: Daily Mail