Esistono due modi per terrorizzare un essere umano: “Hai lasciato il telefono qui e ho pensato di leggere tutte le tue conversazioni su Whatsapp” e ricevere la notifica di tag foto su Facebook. Apparentemente più letale per una donna che per un uomo, il tag miete vittime in tutte le fasce d’età.

La foto arriva nel momento meno opportuno, mentre stai per strozzarti con un fusillo, quando sbadigli, mentre sfoghi le doti da speleologo per rimuovere quel chicco di sesamo tra gli incisivi. Anni di foto e posizioni strategiche per sembrare più alta/magra/sensuale/tonica/sexy/misteriosa perdute per sempre. E poi, la luce giusta. E ancora, i filtri e photoshop. Dopo tanto lavoro da autodidatta ti eri creata un’immagine attraente per i tuoi stalker online, eri riuscita pure a ricevere qualche invito a cena (che avevi prontamente rifiutato per aumentare l’attesa). Eri una figa da social. Tutto svanito. L’ultima immagine che ti ritrae ha lasciato spazio a un incrocio tra un bulldog e l’uomo di Neanderthal, le amicizie sono calate di 60 unità, vale a dire tutti i contatti uomini. Compreso tuo padre.

Ormai non capitava da tempo, credevo di esserne immune in prima persona, eppure sono stata taggata in una foto. Trattandosi di una nuova amicizia ti sembra poco carino dire “Checazzohaifattocometipermetti?”, quindi mostri con disinvoltura il sorriso di uno che è stato accoltellato al fianco, lasci correre. Siccome prevenire è meglio che seppellire in giardino il cadavere di chi ti ha taggato,  esistono molti metodi per sfuggire ai wannabe LaChapelle.

– Masticare chewingum da appiccicare sull’obiettivo in un momento di distrazione.

– Un istante prima dello scatto, indicare il palazzo di fronte e urlare: “George Clooney is inside!”.  Justin Bieber se vi trovate tra adolescenti.

– “Sono ricercata dall’FBI per un crimine del 1995, se dovessero trovarmi farò il tuo nome in qualità di complice”.

– “Fossi in te non lo farei. Credimi, non lo farei”. Abbinarci uno sguardo truce.

– “Ma sei matto??? Quello è solo 14 megapixel, vuoi farti ridere dietro?”. Efficace per i nerd.

– Mettere in piedi un’animata discussione sull’esterofilia dilagante, un esempio è quello di dire “cheeeeeeeeeeeese” davanti a una macchina fotografica. Dopo 3 ore e un quarto avranno dimenticato anche com’è fatta una macchina fotografica.

– “No, sono brutta oggi, dai!”. Non sentire nessun “Ma che dici, non è vero” e offendersi a morte.

– Fingere d’aver dimenticato qualcosa in macchina. Tornerete 9 anni dopo.

– Inventare una novità sconvolgente prima del flash: “Tuo marito ti tradisce”, “Lui non è tuo figlio”, “Titti è un maschio“.

– Certo, a questo punto nessuno vi inviterà più a uscire, avrete un sacco di tempo per voi. Ma soprattutto non vedrete più quella dannata notifica.

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