Appena una settimana dopo la fecondazione, l’embrione comincia a produrre la Bhcg (la frazione beta della gonadotropina corionica umana), un ormone che serve a stimolare il corpo luteo a produrre grandi quantità di progesterone per proteggere il prodotto del concepimento e preparare la ghiandola mammaria alla produzione del latte. La Bhcg -il cui valore raddoppia ogni due giorni- viene secreta in misura sempre crescente fino alla 16° settimana, con un picco fra la 12° e la 13° settimana, per poi calare bruscamente tra la 14° e la 16° settimana. Per questo, prima che la futura mamma possa si accorga del ritardo delle mestruazioni, il suo valore può arrivare già a 50-100 mU/ml (milli-unità internazionali per millilitro). Chiamato anche ormone della gravidanza, la Bhcg è la causa principale dei disturbi del primo trimestre di gravidanza, come nausee e stanchezza.

Il test di gravidanza rileva proprio la presenza di tale ormone: la sua concentrazione nel sangue materno può essere verificata addirittura alcuni giorni prima del giorno di previsto arrivo del ciclo, mentre i test delle urine possono evidenziarlo dopo qualche giorno dal ritardo delle mestruazioni, quando la Bhcg comincia a essere espulsa attraverso le urine stesse. Ma che tipo di test fare, quando farlo e come leggerlo? Ecco una rapida mini guida.

Analisi del sangue. Si tratta di un semplice prelievo da eseguire a partire dall’8° giorno da quello del supposto concepimento. Il risultato è attendibile al 100% e tale esame precoce è consigliato a chi ha avuto aborti ripetuti o precedenti gravidanze extrauterine e a chi si è sottoposta alla fecondazione assistita e dovrà quindi sospendere la terapia ormonale seguita.

Analisi delle urine domestico. Si esegue con i test acquistabili in farmacia o al supermercato facendo scorrere l’urina sul tampone del test o imbibendo la striscia nelle urine raccolte in un contenitore sterile. Il tester va lasciato su una superficie orizzontale : dopo circa un minuto, nella finestra di controllo appare una striscia a indicare che il test è stato eseguito correttamente, mentre dopo tre-quattro minuti la finestra del risultato dice se il test è positivo o negativo, senza indicazioni quantitative sulla presenza dell’ormone. Il test è attendibile al 99% e anche una colorazione tenue della seconda striscia (quella del risultato) indica un risultato positivo: semplicemente, la concentrazione di Bhcg non è ancora alta. I falsi positivi sono rari, più frequenti i falsi negativi: se il ciclo tarda ad arrivare ripetete il test dopo qualche giorno. Ai test tradizionali si affiancano, con la stessa attendibilità, i test domestici digitali che, invece delle strisce, presentano la scritta “incinta” o “non incinta” e anche una datazione della gravidanza. Il test delle urine in laboratorio ha la stessa attendibilità del test domestico e funziona allo stesso modo: se il test fatto in casa ha dato esito positivo, è assolutamente inutile cercare una conferma nel test di laboratorio.

Test precoce. Per test precoce si intende quello che, maggiormente sensibile alle concentrazioni di Bhcg, si positivizza anche in presenza di 25 mU/ml dell’ormone della gravidanza (quelli normali si positivizzano con 30-35 mU/ml di Bhcg). Può essere eseguito fino a 4 giorni prima della data di arrivo prevista delle mestruazioni o 12 giorni dopo il supposto concepimento.

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