“Eclipse”, terzo capitolo della saga “Twilight“, diretto da David Slade (lo stesso di “30 giorni di buio”), debutta finalmente nei cinema, in Italia e negli Stati Uniti, oggi 30 giugno.

Dopo l’incredibile successo ottenuto sia da “Twilight” nel 2008, sia da “New Moon” nel 2009, il triangolo amoroso tra l’umana Bella (Kristen Stewart), il vampiro Edward (Robert Pattinson) e il licantropo Jacob (Taylor Lautner) ritorna sul grande schermo per bissare il successo dei precedenti episodi della saga.

Edward chiede a Bella di sposarlo, mentre Jacob le confessa il suo amore. Ora la giovane ragazza è combattuta tra l’amore che prova per il vampiro e il sentimento nato per il licantropo.

A complicare la situazione c’è Victoria, che è tornata a capo di un gruppo di feroci vampiri neonati per vendicarsi di Bella. Per proteggere la ragazza, vampiri e licantropi si alleeranno per sconfiggere i neonati e uccidere Victoria.

Eclipse“, come i precedenti film della saga, è la trasposizione cinematografica dell’omonimo libro di Stephenie Meyer.

Quando si traspone un libro in un film bisogna purtroppo sempre rinunciare a qualcosa, a qualche dettaglio, a qualche dialogo. Se con “Twilight” la regista Catherine Hardwicke era riuscita a ricreare le atmosfere cupe e di suspense del libro, e Chris Weitz con “New Moon” aveva colorato di pathos e interpretato l’angoscia di Bella per la perdita apparente di Edward, “Eclipse” non riesce in alcun modo a raccontare il libro, né a ricrearne le atmosfere.

Il libro, sicuramente il più avvincente e romantico della saga, è ricco di azione, passione, erotismo. Il film scorre senza alcuna tensione, né amorosa né combattiva. L’odio tra Edward e Jacob è appena accennato, come il dilemma di Bella.

Il regista Slade si dimostra poco attento alla fotografia e a un montaggio frettoloso che lascia zoppicante la logica narrativa. Il film sembra così una puntata di soap opera, dove succede di tutto e il contrario di tutto, senza alcun apparente motivo.

Mieloso e lento: dov’è finito il romanticismo della Meyer? Probabilmente il regista Slade non lo ha nemmeno capito.