{#Vicini del Terzo Tipo} è la seconda prova cinematografica di Akiva Schaffer, regista, cantautore e attore statunitense alle prese con un’invasione aliena in una fin troppo pacifica cittadina degli Stati Uniti. Accanto alla regia di uno degli autori dello storico show comico Saturday Night Live, in carica dal 2005, non manca lo zampino di Seth Rogen con Evan Goldberg, entrambi impegnati nel ruolo di sceneggiatori delle recenti pellicole quali Suxbad – Tre menti sopra il pelo e The Green Hornet.

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Per Vicini del Terzo Tipo, il regista statunitense ha riformato il duo già collaudato formato da {#Ben Stiller} e Vince Vaughn, già vista in Palle al balzo – Dodgeball, prodotto dallo stesso Stiller. Non contento, Schaffer ha giocato anche altre due carte come Jonah Hill, nominato come miglior attore non protagonista per {#L’Arte di Vincere} (Moneyball) e Richard Ayoade, già visto in The IT Crowd.

L’intraprendente Evan Trautwig (Stiller), l’esuberante Bob Finnerty (Vaughn), l’appassionato d’armi Franklin (Hill) e il curioso Jamarcus (Ayoade) si riuniscono in una sgangherata squadra di sorveglianza per tenere lontano dal proprio quartiere i criminali, soprattutto dopo la morte di un vigilante del grande magazzino gestito da Evan. Quando però i barbari decessi cominciano ad aumentare all’improvviso, i quattro sono costretti ad affrontare il temuto serial killer: uno dei tantissimi alieni che stanno progettando di mettere le mani sull’intero pianeta per distruggerlo.

Gli alieni, sempre più cattivi e astuti, sono tornati e hanno tutte le intenzioni di farla finita con gli insulsi abitanti della Terra, troppo presi dalla ricerca di attenzioni, dallo sport e dalle mere gioie del sesso. Sono queste le premesse che lanciano la commedia dai risvolti horror, seppur molto all’acqua di rose, con Stiller e compagni, che provano a tirare fuori da uno script fin troppo sopra le righe un prodotto leggero e divertente con risultati però piuttosto altalenanti.

C’è tutta la comicità cameratesca a stelle e strisce in questo Vicini del Terzo Tipo di Schaffer che, sfruttando totalmente il quartetto comico protagonista della pellicola, riesce a strappare un pugno di risate grazie a battute sarcastiche e gag che non hanno paura di attingere al pozzo delle battute più boccaccesche. In oltre un’ora e quaranta di film, il regista riesce a buttare nella mischia situazioni comiche e corpi sbudellati, schizzi di sangue e appendici aliene spappolate quasi senza soluzione di continuità, accaparrandosi la simpatia degli amanti del genere splatter in chiave comica.