Non c’è nulla di peggio, nel momento in cui si assapora un buon bicchiere di vino, di sentire uno sgradevole sapore di tappo.

Temuto giustamente dai produttori di vino – che spesso per evitare questo fenomeno utilizzano tappi sintetici – questo retrogusto pare non sarà più un problema grazie ad un brevetto Made in Italy creato dalla giovane startup trentina Brentapack (la cui età media dei dipendenti è di circa 30 anni) in collaborazione con il dipartimento di Fisica dell’Università di Trento.

La ricerca – avviata nel 2013 – pare avrebbe trovato una soluzione a questo grande problema che consiste nella decontaminazione delle chiusure in sughero del tappo andando ad abbassare notevolmente il rischio che queste vengano attaccate dal Tricloroanisolo (Tca), ovvero il responsabile dello sgradevole retrogusto.

Se bene questo progetto sia riuscito ad abbassare notevolmente la percentuale di Tca, l’obiettivo rimane quello di debellarlo definitivamente e per questo motivo la startup avrebbe firmato un accordo con la Provincia Autonoma di Trento, la quale avrebbe finanziato la ricerca fino a 2024, consentendo così al team di continuare a lavorare al Bic (Business Innovation Centre). La particolare attenzione della startup per il vino arriva anche da un altro prodotto totalmente Made in Italy di Brentapack: “Sughera”, una linea di tappi completamente riciclabili creati senza collanti ma con materiali termoplastici e un microagglomerato di sughero di altissima qualità che va ad eliminare gli agenti che possono contaminare le bevande.

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