A Milano Moda Donna continua, con la presentazione della collezione Vionnet Primavera Estate 2018, il percorso di Goga Ashkenazi alla ricerca di una nuova dimensione per la storica maison parigina, in chiusura della terza giornata di sfilate che ha visto in passerella, tra gli altri, Giorgio Armani e Versace.

L’imprenditrice e stilista kazaka, che ha preso nel 2012 le redini del brand, tra l’altro, deve impegnarsi al massimo per spostare i riflettori troppo spesso puntati solo sulla sua avventurosa vita privata e accenderli sulle creazioni firmate Vionnet che hanno bisogno di trovare una loro collocazione nel panorama attuale.

Per la prima volta a Milano, dopo aver puntato su Parigi, Vionnet sceglie una location inedita e davvero prestigiosa per la sua sfilata, il chiostro del convento di Santa Maria delle Grazie, nel cui ex refettorio è custodito il dipinto parietale dell’Ultima Cena di Leonardo da Vinci, una delle opere d’arte più famose al mondo. Per l’occasione, il brand ha lanciato anche l’hashtag #vionnetdavinci.

Dopo prove che non hanno convinto troppo, la collezione Primavera Estate 2018 insegue la leggerezza che da sempre è – o dovrebbe essere – la cifra stilistica di Vionnet Paris cercandola in estremo oriente: “Per questa collezione, mi sono ispirata alla filosofia dei samurai giapponesi del Bushido, un antico codice che illustra la via del guerriero nella vita quotidiana”, ha detto a MFF la Goga Ashkenazi.

Galleria di immagini: Vionnet Primavera Estate 2018, foto

Gli abiti si lasciano ispirare dal kimono maschile, in cotone pesante o in fluente seta stampata, stretto in vita da fasce nere che richiamano le arti marziali giapponesi. Ci sono poi abiti fluttuanti da dea, con gonne plissettate trasparenti, uno stravagante ma delizioso vestito formato da una miriade di piccole corde multicolor, e una serie di outfit di un bel verde smeraldo.

Accessori pochi e semplici, per non distrarre dall’essenzialità della creazione: c’è ancora tanto da fare, ma si tratta di una della prove migliori di Goga Ashkenazi finora per Vionnet.