Non è la prima volta che barman e ristoratori traggono ispirazione dal mondo dello spettacolo, della politica e della cronaca per dare vita alle loro personalissime creazioni in cucina. È di qualche mese fa, per esempio, la notizia della nascita della pizza “Ruby”, palesemente ispirata alle recenti vicende a sfondo sessuale che vedono coinvolto il nostro Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi.

Costituita da due mozzarelle al centro della pasta, la pizza è chiaramente un’allusione alle forme prorompenti della ragazza minorenne, Ruby per l’appunto, che avrebbe fatto perdere la testa al Premier. Un modo come un altro, insomma, per ironizzare sul Rubygate e, al tempo stesso, incuriosire i clienti sfornando un prodotto originale.

Galleria di immagini: Sarah Scazzi e Yara Gambirasio

Lo stesso meccanismo si è verificato lo scorso lunedì, quando in un albergo di Pompei è stato presentato il cocktail “Yara&Sarah”. L’unica differenza è che, in questo caso, c’è ben poco su cui ironizzare visto che è il brutale assassinio di due ragazzine ad essere al centro della storia.

Nell’ambito del 35° concorso regionale dell’Aibes, l’associazione italiana barmen e sostenitori, infatti, il nuovo cocktail a base di vodka francese, aperol, mandarinetto, lime, spremuta d’arancia e passoa ha subito suscitato reazioni contrastanti.

Il nome si ispira chiaramente ai due fatti di cronaca nera che riguardano le due bambine Sarah Scazzi e Yara Gambirasio e che negli ultimi mesi hanno monopolizzato l’agenda dei principali media. Il creatore della nuova miscela alcolica si chiama Carmine De Rosa e insegna la preparazione dei cocktail, del bar e della sala presso l’istituto alberghiero Virtuoso di Salerno.

Stupito dalla reazione estrema di coloro che non hanno esitato a definire “Yara&Sarah” come il cocktail degli orrori, De Rosa ha dichiarato:

“Chi come me ama il proprio lavoro sa che un cocktail è metafora di gioia, di vita, condivisione di sentimenti profondi. Così ho pensato a Yara Gambirasio e Sarah Scazzi, ai loro volti sorridenti nelle foto che quotidianamente vengono diffuse dalla TV nel raccontarci dei drammi che dovrebbero far riflettere l’intera società. Il giornale l’ho buttato. Quel titolo sparato così, “cocktail degli orrori”, associato al mio nome. Non mi andava che mio figlio lo vedesse.”

Il signor De Rosa, inoltre, sembra non esser nuovo a questo genere di iniziative visto che già in un’altra occasione aveva preso spunto dalla cronaca nera mondiale per creare i suoi capolavori dietro al bancone:

“Ho sempre dato ai miei cocktail nomi presi dalla realtà. L’anno scorso ne ho dedicato uno alle vittime del terremoto di Haiti. […] Ripeto: non era assolutamente nelle mie intenzioni creare polemiche.”

Inutile dire che, nonostante le buone intenzioni del barman, per molte persone la morte di Yara e Sarah risulta intoccabile e appare come una tragedia che, per nulla al mondo, dovrebbe essere esposta a iniziative di dubbio gusto come la creazione di un cocktail con il loro nome.