Young Adult”, nuova commedia brillante di Jason Reitman arriva finalmente nei cinema italiani dopo aver incantato la platea dell’ultimo Festival di Berlino dove è stato presentato fuori concorso. Per la quarta volta dietro alla camera da presa dopo l’esordio con “Thank You for Smoking” del 2005, l’acclamato Juno del 2007 e il film che gli è valso la nomination all’Oscar “Tra le nuvole”, il giovane regista canadese torna per raccontare l’esistenza della ghost writer Mavis Gray, una donna ormai adulta convinta ancora di vivere una lunghissima adolescenza, almeno fin quando non è costretta a scontrarsi faccia a faccia con la dura realtà.

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Nei panni di Mavis c’è Charlize Theron, premio Oscar per la miglior interpretazione femminile nel 2004 per “Monster”, bellissima e profondamente strafottente in uno dei ruoli più scorretti della sua carriera. Al suo fianco Patrick Wilson e Patton Oswalt, due volti noti della cinematografia recente a stelle e strisce che, per l’occasione, offrono la spalla a una prorompente e divertente Theron.

Mavis Gray (Theron), scrittrice di libri per “Young Adult” ovvero la fascia d’età che va dai 10 ai 20 anni appena divorziata e in preda a una vera e propria crisi esistenziale, decide di fare ritorno nella città del Minnesota in cui è nata per ritrovare la leggerezza e la spensieratezza della gioventù. In particolare, la donna vorrebbe riconquistare il suo amore del liceo Buddy (Wilson), ora sposato e con un figlio in fasce, che però non è interessato ad alcun rapporto con lei, così come gli altri amici dell’epoca, memore del suo pessimo comportamento. L’unico ad accettarla per quella che è veramente è Matt (Oswalt), ex compagno di scuola da sempre invaghito di Mavis.

La Mavis di Charlize Theron è davvero l’esponente migliore, o “peggiore” a seconda dei punti di vista, del menefreghismo e dell’arroganza al femminile. Fastidiosa come poche, immatura e profondamente instabile, la protagonista della commedia di Reitman si fa odiare fin dai primi minuti di pellicola con i suoi vizi e le sue nevrosi, segno dell’inadeguatezza della sua età rispetto all’immagine che ha di sé: una giovane e rampante reginetta del liceo costretta a far fronte al fallimento del suo matrimonio e del lavoro, una volta entusiasmante ma ormai grigio e insoddisfacente, che è costretta a portare avanti giorno dopo giorno.

È solo nel corso dell’ora e mezza abbondante di pellicola che pian piano si fa capire, senza voler per questo impietosire lo spettatore, svelando l’incapacità profonda di far coesistere la duplice natura fatta di maglie di Hello Kitty e minigonna in un’unica e provata esistenza che è costretta a scontrarsi con l’irraggiungibile proiezione di sé in cui ha sperato per tutta una vita. Pecca forse in questa indagine interiore, la commedia di Reitman scritta dalla sceneggiatrice di “Juno” Diablo Cody, che non affronta mai a viso aperto questa disperata vittima del passare del tempo, privando così di vera e propria densità emotiva un prodotto che resta invece a tratti lontano dal coinvolgimento emotivo che meriterebbe.

Fondamentale è invece la caratterizzazione determinata e sublime di Charlize Theron, capace di vestire i panni di una Cenerentola al contrario, immersa in un’anti-favola dalla quale non riesce a venir fuori nonostante le – cattive – intenzioni, drammaticamente comiche in pieno stile Reitman. Per la cattivissima Mavis, nulla si salva dalla sua ira: né i nuovi né i vecchi amici, così come i concittadini, colpevoli di essere riusciti a far proprio tutto ciò che lei, bella e di successo, non è riuscita a raggiungere. Principesse, siete state avvertite.