Si è tenuta il 24 novembre 2015, presso il Teatro Agorà della Triennale Design Museum a Milano, la presentazione del libro “Design: 101 storie Zanotta” di Silvana Editoriale. L’intervento, curato da Beppe Finessi e Leonardo Sonnoli con la partecipazione di Alessandro Mendini, ha illustrato la modalità con cui ha visto la luce questo nuovo libro: non un elenco statico di prodotti ma un connubio tra storia, creatività e produzione, una panoramica sul percorso realizzativo e la voglia di sperimentare di Zanotta in 60 anni di attività.

Galleria di immagini: Zanotta, le icone che hanno rivoluzionato il design

L’azienda può contare sulla presenza di altri due volumi più tecnici e completi, perciò questa nuova opera vuole focalizzare l’attenzione sul desiderio, la volontà, la forza e l’energia di Aurelio Zanotta. Sulla sua incredibile capacità imprenditoria in grado di costruire una realtà unica, sostenuta dall’opera di tanti progettisti che hanno saputo contribuire a scrivere una storia collettiva dove un grande regista, Aurelio Zanotta, ha saputo cogliere al meglio le caratteristiche di ognuno.

Il design di Zanotta ha attinto dal mondo circostante, cavalcando i tempi e abbracciandone le tematiche in modo creativo e utile. Prendendo spunto non solo dal campo dell’arte o dell’architettura, ma anche e principalmente dalle realtà quotidiane come quella popolare. Combinando perfettamente materiali, sperimentazione, creatività e tecnologia, strizzando l’occhio anche all’ironia così da ottenere prodotti utili, intriganti ma anche pratici e divertenti.

Aurelio Zanotta è sempre stato molto attento ai dettagli a partire dal marchio dell’azienda, da quella Z riprodotta in modi differenti a partire dal disegno iniziale di due vele inclinate a simboleggiare il pensiero libero. Quella libertà è rimasta inalterata nel tempo, esattamente come il logo ha saputo reinventarsi più volte mantenendo una continuità tra la genuinità creativa e la voglia di sperimentare.

L’azienda fondata nel 1954 è da sempre riconosciuta come una delle maggiori protagoniste della storia del design italiano. Ha saputo registrare il proprio tempo osservando il cammino imposto dal mercato, senza piegarsi ma ponendosi in una posizione di ascolto e osservazione. Intercettando così i mutamenti storici e sociali che hanno inciso sulla cultura dell’abitare, nelle case e negli spazi del lavoro spezzando le dinamiche imposte dal mercato. Una qualità importante che, ancora oggi, permette all’azienda di mettere in atto una costante interpretazione del gusto contemporaneo.

Da sempre la progettazione dei prodotti è realizzata con la collaborazione di architetti e designer di fama internazionale, come Achille e Pier Giacomo Castiglioni, Gae Aulenti, Marco Zanuso, Ettore Sottsass, Joe Colombo, Alessandro Mendini, Andrea Branzi, Carlo Mollino, De Pas-D’Urbino-Lomazzi, Enzo Mari, Bruno Munari, Alfredo Häberli, Roberto Barbieri, Ross Lovegrove, Ludovica+Roberto Palomba, Ora Ïto, Noé Duchaufour Lawrance, Damian Williamson e molti altri. Questo ha portato alla creazione di veri e propri prodotti icona dell’arredamento, che da classici del design sono diventati veri e propri long-seller.

Zanotta: 10 icone che hanno rivoluzionato il design

La vasta e affascinante creatività del marchio Zanotta in 60 anni di storia può vantare 550 progetti realizzati con 120 progettisti diversi, e soprattutto a quasi 100 oggetti premiati e finiti nei musei di design in tutto il mondo. Tra questi possiamo citarne alcuni:

  1. Bibiana di Leonardo Mosso (1975): libreria componibile con elementi modulari, nata dai suoi studi sulla “progettazione strutturale semiotica” e indirizzata “alla costruzione non di forme ma di strutture ovvero di sistemi di infinite trasformazioni” caratterizzati “dalla flessibilità e dalla possibilità di essere autogestiti“.
  2. Blow di De Pass, D’Urbino, Lomazzi, Scolari (1967): poltrona gonfiabile nata dall’osservazione del classico canotto da mare trasformato in un oggetto cult che ha segnato un’epoca. Realizzata in PVC saldato elettronicamente, vera avanguardia per il periodo.
  3. Sella di Achille e Pier Giacomo Castiglioni (1957): disegnato come sgabello per telefono, l’oggetto, creato con una sella da bicicletta montata sopra un tubo di acciaio, richiama  il sedile da mungitore.
  4. Sacco di Gatti, Poalini, Teodoro (1968): è  forse il simbolo del design italiano nel mondo, da 50 anni comunica tutta la forza delle idee e della creatività. Poltrona morbida, ergonomica e rivoluzionaria, riempita con palline di polistirolo è l’emblema della seduta destrutturata.
  5. Quaderna di Superstudio (1970): è una collezione di oggetti di arredo dalle forme rigorose, geometriche e al contempo semplici e pulite. La linea nasce come elemento di contrasto contro il design e il contesto sociale di fine anni ’60.
  6. Mezzadro di Achille e Pier Giacomo Castiglioni (1957): è la rappresentazione perfetta della rivisitazione di un oggetto di uso industriale, parte integrante della cultura popolare, in un progetto di puro design. La stabilità di un sedile da trattore, reinterpretato e trasformato in sgabello da appartamento e oggetto di culto.
  7. Lama di Ludovica e Roberto Palomba (2006): seduta a scocca sospesa dalle forme sinuose ed essenziali, seduta declinabile in chiase longue e poltrona. Negli anni ha subito diverse evoluzioni, dalla più classica con rivestimento in cuoio per interni alla più attuale per l’outdoor.
  8. Cumano di Achille Castiglioni (1978): tavolino a tre gambe tipico da bistrot parigino, reinventato mantenendo l’essenzialità delle forme e agevolandone la scorrevolezza senza rovinare la verniciatura.
  9. Brasilia di Ross Lovegrove (2003): chaise longue con struttura in poliuretano rigido strutturale mantiene la fluidità delle forme, ma anche la leggerezza imposta dal creatore.
  10. Karelia di Liisi Beckmann (1966): è una vera e propria icona degli anni ’60 grazie alle sue forme morbide, alla superficie a onde da cui traspare il linguaggio della sperimentazione libera che ne caratterizza la fisionomia accogliente.