Kristen Stewart mai protagonista in un film Marvel perché gay

L'attrice, nei giorni scorsi a Venezia 76, racconta le difficoltà riscontrate a Hollywood per le sue scelte sessuali.

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Kristen Stewart si è raccontata in una lunga intervista a Harper’s Bazaar, parlando della sua sessualità, dei suoi nuovi progetti, e del perché non ha recitato in un film Marvel. L’attrice, che nei giorni scorsi era alla Mostra del Cinema di Venezia 2019 per presentare il nuovo film Seberg, si è lasciata andare a confidenze molto personali.

Mi hanno detto ‘Fatti un favore, non farti fotografare mano nella mano con la tua ragazza. Potresti avere una parte in un film Marvel’. Non lavorerei mai con persone del genere”. La dichiarazione di Kristen Stewart tra le pagine patinate di Harper’s Bazaar suona come una forte accusa ai vertici di Hollywood. Questa è sicuramente una delle motivazioni per le quali la ex protagonista di Twilight sceglie spesso produzioni indipendenti o di nicchia.

Hanno usato tanto la parola stramba riferendosi a me, spesso in maniera molto violenta e offensiva. Ora sono più rilassata, mi sembra che la vita diventi più semplice ogni anno che passa“.

Kristen Stewart è tornata in una grande produzione hollywoodiana con Charlie’s Angels, ma ha spiegato questa sua scelta: “Ho conosciuto Elizabeth Banks, regista del film, a Venezia qualche anno fa. Si avvicinò a me e mi disse che era una mia fan, e mi chiese se mi stessi divertendo. Era una domanda strana, che non avrei accettato da nessun altro. Lei non pensa che sia stramba, anzi!“. L’amicizia con la regista e il personaggio forte e indipendente che ha interpretato le hanno fatto accettare la parte.

Kristen Stewart a Venezia 76 (foto Getty Images)

Cresciuta sul set, con una madre che per mestiere corregge copioni e un padre direttore di palco, Kristen Stewart è finalmente pronta a dirigere il suo primo film.
Mia madre era convinta che lo avrei fatto prima dei 18 anni, ma sono contenta di farlo adesso per i miei 30 anni” ha rivelato a Harper’s Bazaar.

Stavo leggendo The Chronology of Water, la biografia di una nuotatrice che aveva problemi di dipendenze. Dopo quaranta pagine ho scritto all’autrice Lidia Yuknavitch, non avrei voluto leggere altro per il resto dei miei giorni“.

Così l’attrice ne ha acquistato i diritti per farne un film, al quale lavora da molto tempo nelle vesti di regista. “Si tratta di una esperienza che mi ha davvero coinvolta, ma anche intimidita, per la responsabilità che ne è seguita“.

Il copione non è ancora terminato, ma le riprese dovrebbero cominciare il prossimo anno.