Michele Riondino e Gazzelle insieme per la Giornata mondiale della lotta contro l'Aids

Il primo dicembre torna la campagna di sensibilizzazione all'uso del profilattico e la raccolta fondi, lanciata ogni anno da ContestaRockHair.

Pubblicato il 28 novembre 2018
Bellezza

Indetta ogni anno, sin dal 1988, torna il primo dicembre la Giornata Mondiale della lotta contro l’Aids, organizzata dall’UNAIDS, ovvero dall’organizzazione delle Nazioni Unite che si occupa della malattia; per l’occasione, anche nel 2018 ContestaRockHair  lancia #AIDSISNOTDEAD, la campagna di sensibilizzazione all’uso del profilattico e la raccolta fondi.

Daniel Plentz dei Selton (Courtesy Press Office)

In tutti i saloni del brand nel mondo in favore della LILA – Lega Italiana della Lotta contro l’AIDS, è “Mettici la faccia”  l’invito che viene promosso dai volti dell’iniziativa, che vede tra i protagonisti  Michele Riondino e Lorena CesariniGazzelleL I M, Ramiro Levy e Daniel Plentz dei Selton: niente griffe, niente messaggi; solo un t-shirt bianca e il condom in mano per i ritratti del fotografo Matteo Casilli.

Lorena Cesarini (Courtesy Press Office)

In occasione della la Giornata Mondiale della lotta contro l’Aids, partirà una call-to-action a “metterci la faccia” sui social network, un tam-tam mediatico attraverso la pubblicazione di un proprio ritratto con un condom, seguito dall’hashtag  #AIDSISNOTDEAD. La campagna viaggerà congiuntamente all’invito a contribuire alla raccolta fondi per la LILA, da oltre trent’anni in prima linea sul tema della prevenzione dal virus HIV, nonché una delle prime organizzazioni a parlare di profilattico sui media. La raccolta sarà in corso a partire dal 1° dicembre, per tutto il mese, sia online che in tutti i saloni del marchio nel mondo, e sarà accompagnata dalla distribuzione gratuita di condom.

L I M (Courtesy Press Office)

La lotta all’Aids non è finita, non è mai finita. Negli ultimi anni si sono registrate impennate di contagi soprattutto fra i giovanissimi. Si è abbassata la guardia? Non se ne sta parlando abbastanza? Noi siamo qui perché crediamo fortemente in questa campagna perché i giovani possano avere un futuro. Dipende anche da noi!“, dicono Alessandro Santopaolo e Massimo Bianco, founder e art director di ContestaRockHair.

Ramiro Levy dei Selton (Courtesy Press Office)

Giornata mondiale della lotta contro l’Aids: perché il profilattico?

Secondo i dati del Coa (il Centro operativo Aids dell’Istituto superiore di sanità che dal 1984 raccoglie i dati relativi alle notifiche di Aids in Italia e dal 2008 i dati delle nuove diagnosi di infezione da Hiv), dall’inizio dell’epidemia, nel 1982, a oggi sono stati segnalati quasi 69.000 casi di Aids, di cui oltre 44 mila deceduti fino al 2014.

Nel 2016 sono stati diagnosticati 778 nuovi casi di Aids pari a un’incidenza di 1,3 nuovi casi per 100.000 residenti. L’incidenza di Aids è in lieve costante diminuzione negli ultimi quattro anni.

Nel 2016, circa il 22% delle persone diagnosticate con Aids ha eseguito una terapia antiretrovirale prima della diagnosi. Il fattore principale che determina la probabilità di avere eseguito una terapia antiretrovirale prima della diagnosi è la consapevolezza della propria sieropositività: nell’ultimo decennio, infatti, è aumentata la proporzione delle persone con nuova diagnosi di Aids che ignorava la propria sieropositività e ha scoperto di essere Hiv-positiva nei pochi mesi precedenti la diagnosi di Aids, passando dal 20,5 del 1996 al 76,3% del 2015.

Malgrado la diminuzione, dunque, la Sindrome da Immunodeficienza Acquisita (Acquired Immune Deficiency Syndrome) non è stata ancora debellata.
L’importanza dell’utilizzo del profilattico è dovuta alla possibilità di contagio dell’infezione da Hiv: la trasmissione per via sessuale , infatti, è la modalità più diffusa. I rapporti sessuali, sia di tipo eterosessuale che omosessuale, non protetti dal preservativo, possono essere causa di trasmissione dell’infezione attraverso il contatto tra liquidi biologici infetti (secrezioni vaginali, liquido pre-eiaculatorio, sperma, sangue) e le mucose. La trasmissione è possibile anche se le mucose sono integre.

Ovviamente, tutte le pratiche sessuali che favoriscono lesioni delle mucose genitali possono provocare un aumento del rischio di trasmissione. Per questo motivo i rapporti anali sono a maggior rischio, perché la mucosa dell’ano è più fragile e meno protetta di quella vaginale. È opportuno sottolineare che i rapporti sessuali non protetti possono veicolare non solo l’HIV, ma anche oltre 30 tipi di infezioni sessualmente trasmesse (Ist). La presenza di ulcerazioni e lesioni a livello genitale (anche se non visibili a occhio nudo) causate dalle Ist possono far aumentare il rischio di contagio con l’Hiv.

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