Indetta ogni anno, sin dal 1988, torna il primo dicembre la Giornata Mondiale della lotta contro l’Aids, organizzata dall’UNAIDS, ovvero dall’organizzazione delle Nazioni Unite che si occupa della malattia; per l’occasione, anche nel 2018 ContestaRockHair  lancia #AIDSISNOTDEAD, la campagna di sensibilizzazione all’uso del profilattico e la raccolta fondi.

Daniel Plentz dei Selton (Courtesy Press Office)

In tutti i saloni del brand nel mondo in favore della LILA – Lega Italiana della Lotta contro l’AIDS, è “Mettici la faccia”  l’invito che viene promosso dai volti dell’iniziativa, che vede tra i protagonisti  Michele Riondino e Lorena CesariniGazzelleL I M, Ramiro Levy e Daniel Plentz dei Selton: niente griffe, niente messaggi; solo un t-shirt bianca e il condom in mano per i ritratti del fotografo Matteo Casilli.

Lorena Cesarini (Courtesy Press Office)

In occasione della la Giornata Mondiale della lotta contro l’Aids, partirà una call-to-action a “metterci la faccia” sui social network, un tam-tam mediatico attraverso la pubblicazione di un proprio ritratto con un condom, seguito dall’hashtag  #AIDSISNOTDEAD. La campagna viaggerà congiuntamente all’invito a contribuire alla raccolta fondi per la LILA, da oltre trent’anni in prima linea sul tema della prevenzione dal virus HIV, nonché una delle prime organizzazioni a parlare di profilattico sui media. La raccolta sarà in corso a partire dal 1° dicembre, per tutto il mese, sia online che in tutti i saloni del marchio nel mondo, e sarà accompagnata dalla distribuzione gratuita di condom.

L I M (Courtesy Press Office)

La lotta all’Aids non è finita, non è mai finita. Negli ultimi anni si sono registrate impennate di contagi soprattutto fra i giovanissimi. Si è abbassata la guardia? Non se ne sta parlando abbastanza? Noi siamo qui perché crediamo fortemente in questa campagna perché i giovani possano avere un futuro. Dipende anche da noi!“, dicono Alessandro Santopaolo e Massimo Bianco, founder e art director di ContestaRockHair.

Ramiro Levy dei Selton (Courtesy Press Office)

Giornata mondiale della lotta contro l’Aids: perché il profilattico?

Secondo i dati del Coa (il Centro operativo Aids dell’Istituto superiore di sanità che dal 1984 raccoglie i dati relativi alle notifiche di Aids in Italia e dal 2008 i dati delle nuove diagnosi di infezione da Hiv), dall’inizio dell’epidemia, nel 1982, a oggi sono stati segnalati quasi 69.000 casi di Aids, di cui oltre 44 mila deceduti fino al 2014.

Nel 2016 sono stati diagnosticati 778 nuovi casi di Aids pari a un’incidenza di 1,3 nuovi casi per 100.000 residenti. L’incidenza di Aids è in lieve costante diminuzione negli ultimi quattro anni.

Nel 2016, circa il 22% delle persone diagnosticate con Aids ha eseguito una terapia antiretrovirale prima della diagnosi. Il fattore principale che determina la probabilità di avere eseguito una terapia antiretrovirale prima della diagnosi è la consapevolezza della propria sieropositività: nell’ultimo decennio, infatti, è aumentata la proporzione delle persone con nuova diagnosi di Aids che ignorava la propria sieropositività e ha scoperto di essere Hiv-positiva nei pochi mesi precedenti la diagnosi di Aids, passando dal 20,5 del 1996 al 76,3% del 2015.

Malgrado la diminuzione, dunque, la Sindrome da Immunodeficienza Acquisita (Acquired Immune Deficiency Syndrome) non è stata ancora debellata.

L’importanza dell’utilizzo del profilattico è dovuta alla possibilità di contagio dell’infezione da Hiv: la trasmissione per via sessuale , infatti, è la modalità più diffusa. I rapporti sessuali, sia di tipo eterosessuale che omosessuale, non protetti dal preservativo, possono essere causa di trasmissione dell’infezione attraverso il contatto tra liquidi biologici infetti (secrezioni vaginali, liquido pre-eiaculatorio, sperma, sangue) e le mucose. La trasmissione è possibile anche se le mucose sono integre.

Ovviamente, tutte le pratiche sessuali che favoriscono lesioni delle mucose genitali possono provocare un aumento del rischio di trasmissione. Per questo motivo i rapporti anali sono a maggior rischio, perché la mucosa dell’ano è più fragile e meno protetta di quella vaginale. È opportuno sottolineare che i rapporti sessuali non protetti possono veicolare non solo l’HIV, ma anche oltre 30 tipi di infezioni sessualmente trasmesse (Ist). La presenza di ulcerazioni e lesioni a livello genitale (anche se non visibili a occhio nudo) causate dalle Ist possono far aumentare il rischio di contagio con l’Hiv.