Sanctum 3D: recensione

James Cameron s'avventura nelle profondità sottomarine con "Sanctum 3D": riuscirà a bissare il successo di Avatar? La tecnologia a tre dimensioni corre in suo aiuto.

Spettacolo

Storia

James Cameron, il padre di “Avatar“, ritorna al cinema dall’11 febbraio, producendo il thriller d’avventura subacqueo “Sanctum 3D“. Il film diretto da Alister Grierson s’ispira a una storia vera.

Una squadra di speleologi che esplorano caverne sottomarine sono obbligati a cercare una via di fuga alternativa a causa di un’improvvisa tempesta tropicale. Il capo missione, esperto speleologo, dovrà cercare di salvare il figlio diciassettenne e il finanziatore della missione con la sua fidanzata, incuneandosi negli abissi più profondi.

“Sanctum 3D” dovrebbe essere caratterizzato da tensione e suspense. In realtà, a causa di una sceneggiatura banale e di dialoghi spesso imbarazzanti e scontati, il film non riesce a creare alcuna tensione né tantomeno il senso claustrofobico dell’immersione.

Grazie al 3D e alla tecnologia di Cameron, gli scenari sono suggestivi e il mondo sottomarino appare in tutto il suo splendore. Lo spettatore si ritrova catapultato, quasi per magia, nei meandri delle grotte più remote, circondato dall’acqua e dalle rocce.

Lo script cerca di abbozzare qualche personaggio: il conflitto padre-figlio, il ricco finanziatore in cerca d’avventura, la ragazza impavida e temeraria. In realtà, difficilmente si crea empatia o feeling con i personaggi, che risultano poco strutturati e, fin dalle prime scene, con un destino già ben delineato.

La passione di James Cameron per il mondo sottomarino è nota e, infatti, più volte si è sentito dire che il sequel di “Avatar” potrebbe ambientarsi proprio in fondo all’oceano. Inoltre, anche se Cameron appare solo come produttore, il noto regista è molto presente nella pellicola, che omaggia “Avatar” con la sua frase tipica “Ti vedo“.

“Sanctum 3D” è un film con poca suspense da thriller, ma con molta avventura, che sicuramente appassionerà i fan del 3D. Del cast fanno parte Richard Roxburgh, Rhys Wakefield, Ioan Gruffudd e Alice Parkinson.

Visualizza questo contenuto su